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29.11.2019 Tags: Creazzo

Il prof inglese riscrive due secoli di storia

Michael Knapton con il suo ultimo libro su Creazzo.   FOTO TROGU
Michael Knapton con il suo ultimo libro su Creazzo. FOTO TROGU

Creazzo storia da riscoprire? Oh yes. Ne è convinto il prof. Michael Knapton, inglese di nascita e creatino d’adozione, che da anni si occupa di scavare nelle nebbie del passato del paese e riportarlo alla luce. Storia antica e recente lunga oltre mille anni e così, dopo aver dedicato il primo volume che va dall’anno Mille fino al 1818, il secondo si è focalizzato sull’Ottocento e Novecento. «Nell’800 anche a Creazzo esisteva l’accoglienza di bimbi “esposti” nelle famiglie – spiega il professore, docente di storia moderna all’università di Udine – così come erano presenti i proprietari terrieri che condizionarono a fondo la vita del paese. Durante la Grande guerra, invece, il paese intero fu quasi militarizzato fra preparativi di difesa, che sono documentati dalle mappe, la presenza numerosa di truppe e profughi, e così via». Di questo e di altro si parlerà oggi alle 20.30, nell’auditorium delle scuole Manzoni dove il volume, che contiene sei saggi, sarà presentato. A firmare il libro oltre a Knapton che ne è pure curatore, Leonida Cattani, Debora Concato, Reginaldo Dal Lago, Silvano Faggionato, Renato Nardon, Sonia Residori, Federica Tadiotto e Giorgio Trivelli. «Per Creazzo - prosegue Knapton - il bisogno di storia era ed è particolarmente forte. Ancor più che in molte altre realtà vicentine, la comunità e il territorio hanno conosciuto mutamenti epocali nel secondo ’900. La popolazione superava di poco mille residenti a inizio ’800; oggi, invece, superiamo gli 11 mila abitanti. Quanto al territorio, nello stesso periodo la sua estensione e i suoi confini erano già quelli odierni». Non manca anche la vicenda dell’acqua potabile: dalle fontane e dai pozzi del XIX secolo ai pericoli per la salute divenuti molto evidenti fra i due conflitti mondiali, fino alla realizzazione dell’acquedotto nel secondo dopoguerra, ma anche ai gravi danni arrecati allora alle falde dall’inquinamento. «La Creazzo di oggi è fatta in gran parte di famiglie immigrate negli ultimi 60 anni - conclude - ma il paese esprime una comunità viva e attiva, fatta di famiglie che comunque ci radicano una parte importante del loro vivere, e che quindi sono gli eredi, ideali e reali, della storia narrata in questo libro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.F.
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