Sandrigo

I pescatori in soccorso del Tesina all’asciutto

La pulizia straordinaria di un canale per evitare il prosciugamento del Tesina e il conseguente impatto su flora e fauna. È l'azione attuata dal consorzio di bonifica Brenta, su input dell'associazione Pabat, per contrastare gli effetti di un lungo periodo di siccità. «Le precipitazioni non sono state sufficienti per mantenere la falda a un livello tale da alimentare le risorgive del Tesina a nord di Sandrigo. Da fine settembre si stava progressivamente prosciugando: quando manca l’acqua nei fiumi nascono criticità di vario genere», spiega il vicepresidente di Pabat, Domenico Cappozzo, con il presidente Maurizio Zecchini. «Problemi di carattere igienico sanitario, perché, purtroppo, sono presenti scarichi delle fogne, ma anche la morte di un ecosistema: avremmo dovuto recuperare i pesci che ormai boccheggiavano a galla. Senza lo scorrimento dell'acqua sarebbe diventato un acquitrino malsano, creando un ulteriore pericolo di malattie per i tanti cittadini che passeggiano con i propri cani lungo l'argine». La richiesta dei pescatori è stata accolta dal consorzio di bonifica Brenta il quale ha disposto un intervento su una canaletta per l’irrigazione che scende dall'Astico, non utilizzata in questa stagione. «Lavorando per circa una settimana abbiamo pulito ed eseguito delle manutenzioni al canale, lungo diversi chilometri», dichiara il presidente del consorzio Enzo Sonza. «Poi sono state effettuate le opportune deviazioni. Negli ultimi anni ci troviamo sempre più spesso ad affrontare criticità simili». «Pochi giorni fa è tornata l'acqua, non molta, ma quanto basta per tenere in vita il fiume ed evitare di perdere la fauna ittica che da qualche mese era stato immessa. Infatti, come associazione, - aggiungono Cappozzo e Zecchini - avevamo ripopolato il Tesina, come l’Astichello e il Bacchiglione, di avannotti di trote». Preoccupato per le condizioni in cui versa il corso d'acqua anche il sindaco Giuliano Stivan. «Le nostre risorgive vanno sempre più spesso in secca: è necessario trovare una soluzione, in attesa che qualcuno si decida a realizzare il bacino di Meda che permetterebbe di mantenere alimentate le sorgenti a sud. Si potrebbe installare una paratoia a valle, simile a quella posizionata in località Murazzo, per garantire un livello minimo. Sono tutti sforzi che stiamo attuando assieme, enti e associazioni, per tutelare i nostri fiumi», conclude il primo cittadino.
«Una volta era scontata la presenza dell'acqua nel Tesina e negli anni '50 si vedevano addirittura le lontre. Senza un'azione concreta non perderemmo solo flora e fauna, ma l'identità di un intero paese».

 

Marco Billo