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21.10.2018

Fu ucciso in Guatemala Adesso verrà beatificato

Padre Tullio Maruzzo verrà beatificato in Guatemala
Padre Tullio Maruzzo verrà beatificato in Guatemala

È stato riconosciuto martire per essere stato trucidato dai guerriglieri nel promulgare una testimonianza di vita cristiana con le parole e le scelte di ogni giorno, stando vicino alla povera gente e difendendo i più deboli. Padre Tullio Maruzzo, originario di Lapio di Arcugnano dove è nato nel 1929, verrà beatificato sabato 27 ottobre in Guatemala, insieme al laico Luigi Obdulio Arroyo Navarro, del Terzo Ordine di San Francesco, che come lui perse la vita nell’agguato del 1° luglio 1981 nei pressi di Los Amates. Ad Arcugnano l’Unità Pastorale Valli Beriche ha organizzato da lunedì 22 ottobre una settimana di iniziative nel ricordo di padre Tullio. E mercoledì 24 dal Vicentino partirà per il Guatemala una delegazione di ecclesiastici, tra cui il vicario generale della diocesi mons. Lorenzo Zaupa, il padre guardiano dei frati di S. Lucia padre Giorgio, l’ex parroco di Lapio don Secondo Martin e don Lorenzo Broggian dell’Unità Pastorale Valli Beriche. Con loro ci saranno anche alcuni familiari di padre Tullio, i fratelli Aldo e Carlo. Seguiranno la cerimonia di beatificazione e visiteranno i luoghi in cui il sacerdote dei frati minori ha vissuto e ha perso la vita. «Padre Tullio è una figura che rappresenta molto il carattere della nostra gente – dice don Lorenzo Broggian - persone che quando scelgono una causa la difendono fino in fondo. Anche a rischio della vita. Lui era già stato minacciato dai latifondisti perché difendeva i contadini, la povera gente. I suoi superiori l’avevano invitato ad allontanarsi, ma lui ha deciso di restare lì in Guatemala a Izabal. Facendo un gesto eroico. Prima nella scelta di schierarsi dalla parte dei poveri, scegliendo le parole del Vangelo, e poi nel restare fino all’ultimo. Ha manifestato con la sua vita la forza della fede e di un convincimento. Per questo abbiamo promosso iniziative sui valori della giustizia, della legalità, dell’attenzione al debole e al fragile. Della volontà di non conformarsi alla mentalità più comoda ma di lottare per i valori in cui si crede». «Padre Tullio sapeva di rischiare la vita – racconta il fratello Aldo – e l’ha sacrificata per gli altri. L’ultima volta è tornato ad Arcugnano insieme al fratello gemello padre Lucio nel 1978. Da allora non l’ho più incontrato. Faceva questo viaggio ogni tre anni. Sarebbe dovuto venire nel 1981. Difficile spiegare cosa proviamo in famiglia. Emozione, orgoglio. Ha difeso i poveri fino all’ultimo». Padre Tullio Maruzzo, nato a Lapio di Arcugnano il 23 luglio 1929 con il nome di Marcello, ha professato tra i Frati Minori il 15 luglio 1951 insieme al fratello gemello Daniele, diventato Fra Lucio, entrambi ordinati sacerdoti nel 1953. Partito missionario per il Guatemala nel 1960, dove ha iniziato la sua opera evangelizzatrice, la sera del 1° luglio 1981 mentre tornava da una riunione dei “Cursillos de Cristiandad” in località Los Amates, fu assassinato da alcuni guerriglieri assieme al suo catechista, Luis Obdulio Arroyo Navarro. Il 9 ottobre dello scorso anno Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui entrambi sono stati riconosciuti ufficialmente martiri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luisa Nicoli
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