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26.04.2017

Centrale a biogas
di Valproto
«Sì all’impianto»

L’azienda Profilegno che installerà l’impianto di produzione biogas
L’azienda Profilegno che installerà l’impianto di produzione biogas

La conferenza dei servizi ha dato l’ok unanime alla realizzazione dell’impianto di biogas da parte della ditta Profilegno Srl. Il via libera, oltre ad alcune prescrizioni, è arrivato dopo aver analizzato le integrazioni al progetto richieste dagli organismi competenti, vale a dire Provincia, Arpav, Ulss, Vigili del Fuoco e Consorzio di Bonifica. L’azienda, che ha sede nella frazione di Valproto in via Castello, al confine con Torri di Quartesolo, realizzerà un impianto che sfrutterà biomasse vegetali, naturali e non trattate, per attivare un processo di “pirolisi”, ovvero di decomposizione in assenza di ossigeno. La decomposizione produrrà un gas, per questo l’impianto è denominato anche “gassificatore”, che metterà in funzione due turbine per la generazione di energia elettrica e calore, destinate al riscaldamento degli ambienti e al ciclo produttivo dell’azienda, specializzata in pavimenti in legno. L’energia elettrica in eccesso verrà invece venduta al gestore della rete.

Contro la realizzazione dell’impianto, si è mosso con una raccolta firme il Comitato Castello, sorto per iniziativa di alcuni residenti del Comune di Torri. Il comitato contesta tutto il progetto, con motivazioni legate all’inquinamento che produrrebbe e ai conseguenti rischi per la salute e per il contesto agricolo in cui è inserito.

Le critiche non hanno risparmiato il sindaco di Quinto, Renzo Segato, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai residenti del suo Comune, chiarendo, in particolare, due punti: il ruolo del Comune nella vicenda e l’accusa di incoerenza, visto che in campagna elettorale, nel 2013, proprio l’attuale maggioranza si era scagliata contro la decisione dell’amministrazione dell’epoca di realizzare in impianto a biogas a Lanzè. «L’impianto che allora si voleva realizzare era completamente diverso da quello di Valproto – spiega Segato -. A Valproto verranno utilizzati legno naturale e ramaglie. L’impianto a biogas che doveva essere realizzato a Lanzè avrebbe utilizzato rifiuti di ogni genere, comprese carcasse di animali. Era una cosa completamente diversa. Inoltre, all’epoca, il Comune era parte attiva nell’iniziativa e aveva intrapreso un iter che aveva ottenuto un parere negativo anche da parte del legale incaricato dall’amministrazione di allora».

Nella lettera inviata ai suoi concittadini, Segato precisa il ruolo svolto dal Comune nella caso del gassificatore di Valproto, ovvero «acquisire, attraverso la Conferenza di Servizi, i pareri e le autorizzazioni dai vari Enti che hanno competenza in materia di emissioni in atmosfera, rumore, igiene, sicurezza, scarichi sui corsi d'acqua superficiale», evidenziando come «tutti gli enti hanno espresso parere favorevole».

Andrea Frison
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