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17.05.2019

Candidati ai ferri corti sulla materna

Il dibattito elettorale vede fra gli argomenti più caldi quello sulla materna paritaria Pasini
Il dibattito elettorale vede fra gli argomenti più caldi quello sulla materna paritaria Pasini

Il conto alla rovescia per capire chi sarà il nuovo primo cittadino di Arcugnano è iniziato e, nelle battute finali della campagna elettorale a cinque teste, i candidati sono tornati sui temi caldi per il paese. In realtà, lo scontro con più veleni resta quello sul polo scolastico e il futuro della paritaria Pasini. Un terreno minato ormai da tempo, con il sindaco Paolo Pellizzari che accusa la controparte di averlo attaccato più volte in modo pretestuoso e di aver lavorato per far perdere al Comune un finanziamento regionale da 4 milioni di euro, e con la minoranza che rincara la dose parlando di amministrazione che ha tolto dignità e futuro alla materna paritaria. «Da troppo tempo va avanti una guerra contro il Comune per il nuovo “polo scolastico 0-6 anni” - dichiara il sindaco Pellizzari -. Siamo stati attaccati alle assemblee pubbliche e nei bollettini parrocchiali. Noi abbiamo fatto semplicemente una scelta di welfare nei confronti delle famiglie più bisognose, quelle che hanno figli al nido e vivono in difficoltà, destinando a loro i 55 mila euro di contributi. Devo pensare al bene della collettività». Parole che l’ex sindaco Paolo Gozzi (SiAmo Arcugnano) non accetta, passando al contrattacco su tutto il fronte. «Sono più di due anni che l’Amministrazione ha abbandonato la Pasini, additando come pretesto fantomatici 33 mila euro di utili a bilancio per la scuola. Il sindaco dovrebbe conoscere la differenza fra “avanzo” e “utile”: attualmente il bilancio della scuola è in pareggio grazie ad una donazione di un privato ed alle iniziative di volontariato dei genitori. Anche le scuole pubbliche hanno dei costi, che gravano sui contribuenti. Ad esempio la Munari ci costa oltre 30 mila euro l’anno: perché una è meritevole di sussidi e l’altra no?». Flavia Zolla (#Arcugnanoalcentro) si schiera in difesa della scuola parrocchiale e di tutto ciò che rappresenta per il paese. «Non è dignitoso chiedere la carità ai privati, e con la Pasini sta succedendo proprio questo. A pesare, oltretutto, sono i modi e la totale mancanza di rispetto che l’attuale sindaco ha palesato, mettendo in atto scelte arbitrarie. Anche la distribuzione dei contributi alle famiglie è opinabile, perché avviene tramite domanda diretta dei cittadini e non in base al valore Isee delle famiglie richiedenti». Gli altri due candidati vanno a rimpolpare le file dei dissidenti, partendo da Antonio Dal Lago. «Il rischio concreto è quello di affossare la Pasini e con lei una parte del paese. È totalmente mancata la concertazione». Un concetto ripreso anche da Nicolò Franzoia. «Liti personali e conflitti rischiano di danneggiare la comunità». Ma è quando si tirano in ballo i 4 milioni per il polo scolastico che il “quattro contro uno” diventa ancora più serrato. Gozzi parla apertamente di «falso in atto pubblico» relativo a quanto dichiarato dal sindaco nel bando per ottenere i fondi. «Si è arrivati a mentire persino sul numero di abitanti di Arcugnano per ottenere punteggi più alti nel bando di assegnazione». Adesso «è in corso una procedura di revoca su quei soldi», aspetto su cui insiste anche Flavia Zolla, che rimarca l’esistenza del «vincolo come parcheggio» sull’area interessata. «C’è un netto contrasto fra il progetto presentato in Regione e quello che il sindaco sta promuovendo. L’uno esclude l’altro: è impossibile creare una struttura a norma di legge per 400 bambini in quell’area mantenendo il parcheggio, la zona sagra e il campetto sportivo». Ma il sindaco Pellizzari non ci sta: ha sempre respinto in toto le accuse delle minoranze. «Tutte le carte che abbiamo presentato sono in regola, è ora di smetterla di dire cose non vere» replica Pellizzari, che ha sempre difeso la veridicità dei numeri (ad esempio, la popolazione citata è riferita al bacino di utenza potenziale, non al solo paese di Arcugnano). E sul «procedimento di revoca» del contributo Pellizzari risponde. «È solo un atto formale a cui abbiamo già fornito le controdeduzioni. Non intendiamo rinunciare a oltre 4 milioni che ci spettano e che avremo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Iuliano
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