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25.03.2019

Sardi dal cuore veneto Un premio ad Arborea

Sono circa 800 i chilometri che dividono il Veneto da Arborea, paese sardo di quasi 4 mila anime, in provincia di Oristano. Da alcuni giorni però, il piccolo centro abitato è molto più vicino alla terra veneta, perlomeno a livello simbolico, grazie alla prima edizione del “Premio per il Comune onorario Veneto dell’anno”, andata proprio al Comune sardo. «Tutto è iniziato il 15 settembre 2017 - spiega Aldo Rozzi Marin, presidente dell’Associazione Veneti nel mondo, con sede a Camisano -. Il consigliere regionale Luciano Sandonà, insieme al presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti e ad altri consiglieri regionali, proposero il voto per l’istituzione del Registro dei Comuni onorari del Veneto». Assieme al registro, fu istituito il bando di concorso al premio, riservato ai Comuni onorari del Veneto che avessero realizzato attività di promozione della cultura veneta nel 2017 e 2018. La scelta, ufficializzata il 10 dicembre con una lettera firmata da Manuela Lanzarin, assessore ai flussi migratori, è caduta su Arborea, grazie al lavoro svolto dal circolo Veneti nel Mondo Sardegna e dal Comune sardo. Una delegazione di Arborea, capitanata dal sindaco Manuela Pintus, che nei giorni scorsi ha fatto tappa anche a Camisano, ha quindi ricevuto il premio “Comune onorario del Veneto 2018” durante il Consiglio regionale del Veneto, a Venezia. Arborea, che ha compiuto quest’anno 90 anni, nasce ufficialmente il 29 ottobre 1928 su una piana bonificata a sud di Oristano dalla Società Bonifiche Sarde, presieduta allora da Giulio Dolcetta, ingegnere vicentino che importò in Sardegna un modello di agricoltura allora sconosciuta nell’isola. Arrivarono numerose famiglie da tutto il Veneto storico, soprattutto polesane, vicentine, veneziane e trevisane. Oggi, in quella che fu una landa acquitrinosa, la lingua veneta è ancora parlata e compresa, e tra gli usi e costumi della sua popolazione si possono annoverare i festeggiamenti per il Redentore, la sagra della polenta, il “brusar la vecia”, i festeggiamenti per San Marco e tante altre feste e tradizioni che vivono nell’intimo delle famiglie distribuite nell’agro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.M.
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