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01.06.2019

Bomba d’artiglieria vicino alla roggia «Rischio scoppio»

La bomba d’artiglieria rinvenuta in un campo di Rettorgole. BILLO
La bomba d’artiglieria rinvenuta in un campo di Rettorgole. BILLO

Una bomba d'artiglieria risalente forse alla seconda guerra mondiale, anche se non si esclude che possa essere della prima, è riaffiorata giovedì nelle campagne di Caldogno. Stando agli accertamenti dei carabinieri della tenenza di Dueville e della polizia dell'Unione dei Comuni Caldogno, Costabissara e Isola Vicentina il proiettile sarebbe completo di spoletta e quindi potrebbe essere potenzialmente innescato ed esplodere. A rinvenire il reperto è stato un pescatore che stava passando in un campo vicino alla roggia Porto, in via Ca’ Bastare nella frazione di Cresole. Stando agli accertamenti delle forze dell'ordine l'uomo si sarebbe accorto della presenza dell'ordigno in un'area che una ventina di giorni fa è stata interessata da un intervento del consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta. «Ha subito allertato un residente della zona che a sua volta ha chiamato carabinieri e agenti», spiega l'assessore alla sicurezza, Roberto Pesavento. «È stata subito avviata la procedura per mettere in sicurezza l'area con il sopralluogo delle forze dell'ordine e l'intervento del consorzio di bonifica il quale ha provveduto a transennare la zona interessata dal ritrovamento. Siamo in attesa dell'uscita degli artificieri dell'esercito, subito avvisati. Nei prossimi giorni ci comunicheranno quando provvederanno alla rimozione dell'ordigno». Il pescatore ha notato il proiettile a pochi metri dall'argine della roggia nella quale, poche settimane fa, Alta Pianura Veneta ha effettuato delle opere di pulizia dell'alveo, rimuovendo della terra dal fondo, e di consolidamento delle sponde. Il materiale rimosso dal corso d'acqua è stato depositato in un campo adiacente alla roggia. «Il rinvenimento è avvenuto in un punto marginale dell'area in cui abbiamo disteso la terra», spiegano dal consorzio. «Prima di effettuare gli scavi nel fondo abbiamo effettuato la consueta indagine bellica strumentale il cui esito non ha evidenziato la presenza di ordigni. Perciò sono stati avviati i lavori». Non è confermata, dunque, la posizione originaria del reperto che, forse a causa delle frequenti precipitazioni degli scorsi giorni, sarebbe riemerso in superficie. «La pioggia potrebbe averlo lavato e tolto il terreno che lo copriva», aggiunge Pesavento. «Subito c'è stata preoccupazione: non penso che l'ordigno ora possa essere un pericolo considerata la zona rurale. Questi ritrovamenti non sono così inusuali nella nostra provincia anche se a Caldogno non si verificavano da parecchi anni. Fin da subito ho seguito in prima persona gli sviluppi assieme al comandante della polizia locale Ermanno Pianegonda. Con il personale e i mezzi del Consorzio che venti giorni fa hanno operato in prossimità di questo ordigno non posso negare che ci sia stato un rischio minimo. Per fortuna non è esploso durante le opere di escavazione e nessuno si è fatto male». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Billo
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