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06.05.2019

Blitz in laboratorio
cinese: per fuggire
si buttano nel fosso

Il fossato nel quale si sono tuffati i tre clandestini
Il fossato nel quale si sono tuffati i tre clandestini

BOLZANO VICENTINO. Clandestini in Italia da oltre quindici anni, tre cittadini cinesi per sfuggire ad un controllo si tuffano in un fossato ma vengono fermati ed espulsi.

 

Tutto è iniziato in seguito ad un controllo anagrafico effettuato lo scorso 6 aprile in via Ponte, a Bolzano Vicentino. In quell'occasione gli agenti, nel controllare un immobile occupato da cittadini cinesi con attiguo laboratorio di sartoria, avevano identificato una 51enne, L.X., sprovvista di qualsiasi documento d’identificazione e senza permesso di soggiorno, che era stata quindi denunciata. Nei giorni scorsi, su richiesta del Comune, la polizia locale ha effettuato un nuovo controllo per verificare l'effettiva consistenza del nucleo residente e l'idoneità degli alloggi.

 

Lo scorso 2 maggio, quando gli agenti alle 7 di mattina si sono presentati alla porta d'ingresso, nessuno ha aperto. Ma nel frattempo tre cittadini cinesi, due maschi e una donna, usciti dal retro per sottrarsi al controllo si sono tuffati nel fossato retrostante nascondendosi sotto un vicino ponte. Tutto inutile, perché due agenti posizionati a pochi metri, vista la scena hanno provveduto a fermarli, estrarli dal fosso e a riportarli in casa. I tre fuggiaschi, privi di documento d’identificazione e di valido titolo per il soggiorno in Italia, sono stati quindi accompagnati al comando e tramite un interprete sono stati sentiti. Da qui è emerso che si trovano in Italia dal 2002/2003 senza un apparente fonte di reddito e una dimora fissa.

 

I tre - due uomini, L.H. 45 anni e Z.J 50 anni, e una donna, Z.D. 50 anni - sono stati quindi denunciati per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato e sono state avviate le pratiche per la loro espulsione. Al proprietario dell'immobile, J.K. 49 anni, è stato invece contestato il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina oltre all'apertura di altri procedimenti amministrativi per violazioni sulle norme legate all'ospitalità e di carattere urbanistico. All'interno dello stabile, infatti, oltre al nucleo di sei residenti è risultato vivano stabilmente altre tre persone mai dichiarate (cui vanno aggiunti i tre clandestini) quando l'alloggio può ospitare al massimo sei persone.

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