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22.09.2019

Invasi dai cinghiali
«Colpa del business
di certi cacciatori»

lcuni addetti all’eradicazione evitano di abbattere fattrici e cuccioli per garantirsi futuri introiti. ARCHIVIO
lcuni addetti all’eradicazione evitano di abbattere fattrici e cuccioli per garantirsi futuri introiti. ARCHIVIO

ARCUGNANO. Un'invasione di cinghiali sui Colli Berici. Per colpa, anche, di certi cacciatori che lucrano sugli abbattimenti. La pesante denuncia è di Gino Bedin, vicesindaco di Arcugnano che, in una lettera indirizzata all’Ambito territoriale di Caccia Vicenza sud, esprime tutto il suo disappunto per la gestione che i cacciatori stanno imbastendo in merito al contenimento ed eradicazione del cinghiale sui Colli Berici. «I cinghiali - dichiara Bedin - stanno devastando i Colli Berici: non si può più coltivare nulla e quello che coltivi te lo distruggono. Qualche anno fa abbiamo promosso il piano di eradicazione regionale. Abbiamo pensato di affidare questo piano ai cacciatori, coinvolgendo l'Ambito territoriale di caccia Vicenza Sud. Siamo riusciti a formare oltre 250 cacciatori. Pensavamo di aver risolto il problema e invece la situazione è degenerata. I cacciatori autorizzati hanno pensato di unirsi e fare dei gruppetti per la caccia, vedendo un'opportunità di business: si vende la carne, le armi, i visori notturni. Sono stato testimone del fatto che molti di loro hanno smesso di uccidere le femmine, perché fattrici, e hanno smesso di uccidere i cuccioli, perché una volta cresciuti possono essere uccisi e venduti». Secondo Bedin alcuni cacciatori avrebbero tradito i patti. «È un problema che conosciamo - conferma Carlo Colalto, presidente dell'Ambito di caccia Vicenza Sud - e che sta danneggiando sia gli agricoltori che gli operatori del settore. Tra l'altro il sovrannumero di cinghiali nella zona dei Berici è un pericolo anche per chi attraversa le stradine di montagna o di collina».

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