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16.01.2020

«Addio Milano» La manager va ad allevare cani

Carolina Pirro con i suoi adorati bracchi. La manager ha lasciato Milano per trasferirsi a Campiglia.TROGU
Carolina Pirro con i suoi adorati bracchi. La manager ha lasciato Milano per trasferirsi a Campiglia.TROGU

Ha detto addio alla carriera e alla vita borghese e agiata “per amore dei bracchi italiani”. Carolina Pirro è una cinquantenne che ha deciso di trasferirsi dalla caotica e mondana Milano, alla tranquillità di un paesino di campagna, Campiglia dei Berici. Un cambiamento sognato, cercato, voluto e realizzato. Una spinta tale da indurla a lasciare la carriera all’apice del successo. «Qui ho ricominciato da capo, ritrovando il mio equilibrio. Ho detto addio a tailleur, borsette e tacchi a spillo griffati, inforco stivali di gomma e infilo i jeans. Farei e rifarei la stessa scelta senza esitare. Ho sempre amato i cani, la natura e la campagna, cercavo il mio rifugio e l’ho trovato finalmente». La decisione l’ha presa un paio di mesi fa, sul finire dell’estate, «Nel momento top, in termini di risultati professionali, ero arrivata ad un bivio, o continuare a fare quello che facevo, o inseguire il mio sogno e ho scelto questa via, per me stessa, per reinventarmi e ho così salutato, dopo una lunga carriera, il mondo dei profumi». Infatti è stata prima responsabile d'area delle Profumerie Lively della famiglia Galli a Milano e poi, per una decade, «direttrice commerciale dei primi profumieri di Parigi, Rancè 1785, un'azienda con boutique francese monomarca nel quadrilatero della moda, che distribuisce i propri profumi in sessanta Paesi del mondo». Mentre si racconta, gustando un caffè, nel salotto dal casale tipico della civiltà contadina che ospita l'allevamento “Nobili Visconti di Modrone”, gli occhi azzurri le brillano di gioia. «Qui la campagna è ancora degna del nome, da un lato mi fanno da cornice i Berici, dall'altro gli Euganei. Qui respiro a pieni polmoni la mia nuova vita». Ma come mai una milanese è finita nella campagna berica? «Per lavoro mi sono spesso e volentieri ritrovata in Veneto, dove seguivo i clienti più importanti. Ho scoperto questo piccolo mondo che è diventato il mio mondo e mi sono innamorata di questa terra, come Hemingway». Mentre si racconta, i cuccioli giocano tra loro. «Anche se di media taglia si adattano bene a vivere anche sui divani in appartamento. Sono ottimi per le famiglie. Venite a scoprirne caratteristiche e peculiarità». A Campiglia ha coronato il sogno di avere un allevamento tutto suo, di cui cura e segue ogni aspetto. «Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, per citare Picasso, il risultato sarebbe la figura di un bracco italiano», lo racconta col suo accento milanese, «li amo da quando ad un anno, ne ho ricevuto un cucciolo in regalo, Kyra, compagna di mille avventure». Poi è stato tutto un susseguirsi di avvenimenti che descrive con ricchezza di dettagli, dalla disperazione delle sorelle che vedevano sempre più ridursi i loro spazi a causa dei nuovi inquilini a quattro zampe, all’incontro con quello che poi sarebbe diventato suo marito, «un appassionato di segugi italiani e con lui ho iniziato le esposizioni nazionali e internazionali di bellezza, ho ottenuto l’affisso all’Enci (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), sono arrivate le prime cucciolate e i primi cani campioni. Due dei miei bracchi, Ambra ed Hermes, sono campioni assoluti». Il suo monito è «Riprendete in mano la vostra vita, abbiate il coraggio di prendere in mano i vostri sogni, facendo scelte consapevoli». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ilenia Litturi
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