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04.06.2019

Violenza contro le donne In Pronto soccorso arriva un caso ogni settimana

In netto aumento nel bassanese i casi di violenza di genereI firmatari del nuovo protocollo nella sala riunioni dell’ospedale San Bassiano
In netto aumento nel bassanese i casi di violenza di genereI firmatari del nuovo protocollo nella sala riunioni dell’ospedale San Bassiano

Più capillare, più preparata e più efficace. E’ la rete contro la violenza sulle donne attivata dal nuovo protocollo regionale firmato ieri mattina dall’assessore Manuela Lanzarin, dai vertici dell’Ulss 7 Pedemontana, dai sindaci del distretto 1, dalla Prefettura di Vicenza e dalle associazioni. Il documento, aggiornato rispetto al primo datato 2015, ha l’obiettivo di coordinare e rafforzare tutte le competenze e le risorse possibili per combattere la violenza di genere. I numeri danno la misura della piaga: le donne vittime prese in carico dal Pronto soccorso del San Bassiano ne 2017 erano 30, nel 2018 sono salite a 53. Praticamente una ogni settimana. Questi casi sono solo la punta dell’iceberg di un problema certamente molto più radicato e imponente ma dimostrano anche un netto aumento del coraggio che le donne trovano nel denunciare. La rete prevede diversi punti di accesso, che coinvolgono in prima linea anche le forze dell’ordine oltre al Pronto soccorso, dove non sempre le vittime di abusi dichiarano la vera origine dei traumi subiti. Da qui l’importanza dell’attività svolta per formare gli operatori su come riconoscere i casi di maltrattamento e su come approcciare le vittime con la necessaria sensibilità. Dall’accesso al Pronto soccorso, con un’area totalmente riservata, la presa in carico della donna è resa ancora più tempestiva grazie alla disponibilità h24 di un telefono viola al quale risponde una psicologa specializzata, servizio che da oggi è esteso anche alla questura e alla stazioni dei carabinieri. La vittima e gli eventuali figli vengono immediatamente messi al sicuro grazie al ruolo determinante dei centri antiviolenza Spazio Donna di Bassano e Hagar di Asiago e all’associazione Casa Sichem, che gestisce la casa rifugio Tabità. Parallelamente i consultori familiari, con i servizi sociali comunali e le associazioni, aiutano le donne a trovare una nuova abitazione e un lavoro. «Questo modello organizzativo - ha specificato Bortolo Simoni, commissario e dg dell’Ulss 7 - conferma l’importanza e la validità della rete attivata e l’attenzione della nostra azienda sanitaria a collaborare con tutti i partner del territorio». Anche perché, come ha spiegato il direttore dei servizi socio-sanitari, Alessandro Pigatto, «il tema della violenza sulle donne è estremamente complesso e nessun soggetto può fornire tutte le risposte necessarie: insieme invece possiamo garantire una presa in carico completa». A Bassano c’è anche il centro Ares, che opera per il recupero degli uomini autori di violenza domestica. Nel 2018 sono stati seguiti 27 casi, ai quali è stato fornito supporto psicologico, un percorso di recupero e un alloggio nel caso di allontanamento da casa. •

Francesca Cavedagna
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