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30.12.2019

«Vanessa è paralizzata dalla disperazione Non parla con nessuno»

Vanessa Ferronato, la 29enne indagata per omicidio colposoDolore e incredulità a Casoni di Mussolente dove la donna ha vissuto sino al 2016
Vanessa Ferronato, la 29enne indagata per omicidio colposoDolore e incredulità a Casoni di Mussolente dove la donna ha vissuto sino al 2016

Vanessa Ferronato è una mamma completamente distrutta dal dolore. Il dramma che l’ha travolta con la morte del suo piccolo Michele, deceduto lo scorso venerdì all’ospedale di Padova, per le lesioni procurate da lei stessa che lo ha scosso con violenza nel tentativo di farlo addormentare, ha un peso per lei insostenibile. La villetta nelle campagne di Mestrino, dove la 29enne di Casoni di Mussolente si era trasferita nel 2016 dopo il matrimonio con il marito Antonio Marostegan, resta blindata. Solo i parenti stretti e gli amici fidati possono entrare per portare conforto. Maira, la mamma di Vanessa, le è stata accanto per ore. Anche lei deve ancora capire bene cosa sia successo quella maledetta notte del 21 dicembre. «Mia figlia non parla - spiega la donna affranta - il dolore per la perdita del suo piccolo Michele l’ha paralizzata, non si muove, non reagisce. Siamo tutti disperati non sappiamo come aiutarla». Anche la casa della famiglia Ferronato ieri è stata un viavai di amici, accorsi a decine per portare conforto alla famiglia, in paese benvoluta. «La vicinanza delle persone che ci vogliono bene ci allevia almeno un poco il dolore - spiega ancora Maira - Nessuno si capacita di quanto sia accaduto, tutti conoscono Vanessa, sanno che donna e madre fantastica sia, non meritava in nessun modo quello che è successo, perché stravedeva per il suo bambino». La nonna non riesce a trattenere le lacrime. In mente ha un’immagine fissa, quella di quel pacchetto ancora chiuso sotto l’albero di Natale: il primo regalo del piccolo Michele, donatogli dalla sorellina di poco più di un anno. «Gli aveva preso un orsacchiotto - spiega - non riesco a guardare quel pacchettino senza piangere. Nessuno di noi ci riesce. Adesso dobbiamo pensare a Vanessa, ha bisogno di tutto il nostro amore. È una donna buonissima, questa cosa deve essere chiara a tutti. Non voleva fare del male al suo piccolo, non riusciamo a capire cosa sia successo, ma lei ama i suoi figli sopra ogni altra cosa. Il nostro piccolo Michele ha salvato due bimbi che adesso vivono grazie a lui, questo pensiero è l’unico che in questo momento ci dà un po’ di forza». «Mia sorella è una donna che si è sempre comportata con coscienzia - le fa eco il fratello Stefano - sin da piccolo mi ha aiutato sempre in tutto e siamo attoniti per il dramma». Tutto Mussolente ieri era sconvolto dalla tragedia. I residenti che hanno conosciuto Vanessa pensano solo al grande dolore che adesso deve provare la giovane mamma, nessuno azzarda giudizi su quanto accaduto, tutti palesano una vicinanza forte e discreta. Anche il sindaco Cristiano Montagner fatica a trovare le parole. «Sono tragedie che non si dovrebbero mai sentire - piega il primo cittadino - siamo tutti accanto alla famiglia a cui confermiamo il nostro massimo sostegno. Non c’è nient’altro da dire». Ieri era la giornata dedicata alle famiglie, il parroco don Alessandro, nella sua omelia ha recitato una preghiera speciale, non ha fatto nessuno riferimento alla tragedia, ma la speranza celata nelle sue parole era che soprattutto la famiglia del piccolo Michele possa trovare la forza per affrontare questa grave perdita. I funerali del piccolo devono ancora essere fissati, si attende che dalla procura di Padova, che sul caso ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, arrivi il nullaosta dopo l’autopsia fissata per oggi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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