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15.11.2019

Valbrenta, la paura non è ancora

Una veduta del piccolo borgo di località MattanaLa montagna incombente sulle case con il punto dal quale si è staccata la frana l’altra sera FOTOSERVIZIO GIANCARLO CECCONJ
Una veduta del piccolo borgo di località MattanaLa montagna incombente sulle case con il punto dal quale si è staccata la frana l’altra sera FOTOSERVIZIO GIANCARLO CECCONJ

L’emergenza frana rientra, ma in Valbrenta la paura resta. La forte ondata di maltempo prevista per oggi colpirà anche la Valle e il sindaco Luca Ferazzoli non intende rischiare. Ha deciso così, ieri sera, di firmare un’ordinanza di allerta disponendo la chiusura delle scuole: «Mi adeguo alle decisioni dei colleghi bellunesi che temono una tempesta simile a Vaia», spiega. Intanto gli sfollati di Collicello cercano di tornare alla normalità. Il camino riacceso da poco, i cani scodinzolanti ma ancora agitati, i residenti al lavoro in tuta e in ogni stanza lo scompiglio tipico dell’allarme, di chi non sa se potrà rimanere in casa o se invece sarà di nuovo costretto ad andarsene, come capitato l’altra sera, quando un pezzo di montagna è franato, con un boato che si è sentito a chilometri di distanza, anche dall’altra parte del Brenta. Ieri mattina in località Mattana, un grumo di case abbarbicate a mezza costa a nord della Valbrenta, si respirava aria di incertezza e di pericolo scampato. Per quanto? Nessuno può dirlo. I vigili del fuoco e gli amministratori comunali hanno autorizzato il rientro nelle abitazioni della ventina di residenti fatta evacuare all’improvviso poco dopo le 21 di mercoledì. Si tratta di sette famiglie di contra’ Collicello, allontanate precauzionalmente dopo che i cedimenti avevano lambito località Mattana. Una decina di vecchie case in muratura, metà utilizzate da turisti, anche stranieri, e quindi vissute soltanto durante le vacanze, ma l’altra metà occupata da valligiani doc. L’entità complessiva della frana non si conosce ancora: «Troppo difficile per ora dare una misura esatta della parte interessata al crollo - ha spiegato l’assessore Alberto Cavalli, che ieri è stato impegnato anche con i rilievi aerei dell’elicottero dei vigili del fuoco di Venezia -. Dall’alto si vedono diversi punti di distacco, concentrati soprattutto in una zona che per fortuna si è rivelata distante dalle abitazioni. I massi caduti sono stati frenati dai boschi, poi si sono disintegrati e anche per questo è difficile fare una stima esatta». Ora niente può essere lasciato al caso, soprattutto con la stagione invernale alle porte, e con le nuove, abbondanti piogge già annunciate. «Stiamo organizzando squadre di geologi che esamineranno l’intero versante della montagna per capirne la stabilità e prospettare i prossimi interventi - spiega il sindaco Ferazzoli -. La frana è avvenuta in una zona considerata storicamente ad alto rischio, come è peraltro la maggior parte delle aree della Valbrenta. Negli anni sono stati eseguiti molti interventi di messa in sicurezza, altri sono in fase di realizzazione, ma c’è ancora tanto da fare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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