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17.03.2019

Per il “sole artificiale” è quasi l’alba

La struttura sarà installata sulla sommità verticale del primo tornante delle Scale di Primolano CECCON
La struttura sarà installata sulla sommità verticale del primo tornante delle Scale di Primolano CECCON

[FIRMA]Il progetto era stato annunciato nel maggio di due anni fa: un sole artificiale “acceso“ da una serie di specchi lineari illuminerà alcune zone di Primolano che in inverno patiscono l’assenza di irraggiamento naturale e produrrà carbone solare da ramaglie. Così come già accade in altri borghi di montagna, ad esempio a Viganella in Val d’Ossola dal 2006 e a Pontebba dal 2010.L’obiettivo si era reso concretizzabile grazie a un accordo pubblico privato approvato dall’allora Giunta di Cismon, sulla base di un progetto redatto da Roberto Zannini, il proponente. Era stata individuata anche l’area ove collocare il sistema di specchi, ossia la sommità montana posta sulla verticale della banchina del primo tornante della ss 51 bis delle Scale di Primolano. In questi due anni, l’idea di un “sole artificiale” lanciata dall’allora Amministrazione cismonese (oggi dopo la fusione fra i paesi della Valle c’è un commissario alla guida del Comune unico di Valbrenta) non si è arenato. Anzi. «Puntavamo ad un accordo con il proprietario dell’area destinata all’installazione degli specchi, nella zona delle Scale di Primolano - spiega Luca Ferazzoli, già sindaco di Cismon e presidente dell’Unione montana Valbrenta - ma non siamo riusciti a trovare la disponibilità dei proprietari. Abbiamo così dovuto procedere con una modifica al Piano degli Interventi per poter proseguire nell’iter e ora se ne occuperà il Comune Valbrenta con un esproprio».Secondo il progetto, il sistema di specchi è composto di 8-10 elementi sviluppati su una superficie complessiva di 14 metri quadrati e un peso di circa 400 chili. Due anni fa l’investimento previsto era di 24.500 euro oltre l’Iva.Due sono gli scopi per cui a Primolano si è pensato al “sole artificiale”: illuminare il centro del borgo e produrre energia pulita grazie al carbone solare, ottenuto attraverso un processo di pirolisi (non può essere definita combustione perché avviene in assenza di ossigeno). Gli specchi lineari sono una realizzazione del professore bavarese Hans Grassmann, imprenditore, dal 1988 in Italia e docente al dipartimento di fisica dell’università di Udine con i quali l’allora Amministrazione aveva tenuto i contatti. Il brevetto è della Isomorph, azienda di Gorizia creata dallo stesso Grassmann. Gli specchi dovranno illuminare quattro punti di Primolano in cui la luce solare potrà essere riflessa senza interruzioni: la piazza delle Poste, la zona antistante la chiesa, la piazza della locanda Italia, le officine ferroviarie o in alternativa il Magazzino segheria. La riflessione della luce, non determinerà aumenti della temperatura ma porterà soltanto luce anche d’inverno là dove oggi non arriva. Un secondo impianto di specchi lineari, infine, secondo il progetto dovrebbe convogliare la luce su un apposito macchinario dove l’energia solare, attraverso la pirolisi, trasformerà il materiale organico, perlopiù ramaglie, in combustibile fossile destinato ad alimentare il treno turistico a vapore della Valbrenta. Si otterrà quindi un carburante “bio” originato da fonti rinnovabili per incrementare l’offerta turistica della Valle.Dopo la fusione dei paesi, la parola per la realizzazione del progetto spetta ora al Comune di Valbrenta. [END]© RIPRODUZIONE RISERVATA

Carlo Barbieri
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