CHIUDI
CHIUDI

10.10.2019

Dal marmo più prezioso al fallimento

L’ingresso ai tunnel presidiato dalle Fiamme gialleIl sindaco Luca Ferazzoli
L’ingresso ai tunnel presidiato dalle Fiamme gialleIl sindaco Luca Ferazzoli

«Sappiamo solo che c’è un’indagine in corso. Il sequestro rappresenta una parte degli accertamenti, che certamente riguardano fatti avvenuti prima dell’insediamento di questa amministrazione e quindi della fondazione del Comune Valbrenta. So che sono circolate voci su un possibile inquinamento, e spero caldamente che non vengano confermate. Siamo estremamente sensibili su questo tema, dobbiamo esserlo anche per la conformazione carsica del nostro territorio montano. Restiamo in attesa di risposte e a disposizione degli inquirenti per qualsiasi necessità». Queste le dichiarazioni del sindaco del Comune Valbrenta, Luca Ferazzoli, a cui eri mattina è arrivata la notifica di sequestro del sito di escavazione Col Campanaro. La cava risale agli anni ’80, quando si iniziò ad estrarre il marmo nella parte esterna dell’area montana tra Col Astiago, Col Novante e località Pozzette, zona dell’ex Comune di Valstagna dove ci sono gli accessi al sito. Si estraeva marmo bianco, il più prezioso presente sull’Altopiano, che è ricco anche di marmo rosa. Proprio per cercare più in profondità la preziosa roccia, verso la fine degli anni ’90 vennero presentate e accettate le richieste per scavare anche nella profondità della montagna. Quindi si iniziò a scavare le attuali gallerie, con nuove concessioni. Nel 2008 la concessione venne rilasciata alla ditta Pizzato & Pozza srl, che nel 2010 venne messa in liquidazione e si trasformò in Valbrenta Marmi srl, che nel 2013 dichiarò fallimento. Scattarono i procedimenti di decadenza della concessione e la Regione incassò i circa 700 mila euro di deposito cauzionale versato dalla Pizzato & Pozza al rilascio della concessione, somma destinata alle operazioni di ripristino del sito, che però non è ancora stato effettuato. La cava Col Campanaro negli anni è stata oggetto di più progetti di riqualificazione, tra i quali era prevista la realizzazione di fungaie e aree per la stagionatura dei formaggi. Nulla è mai stato realizzato, la cava è rimasta territorio di nessuno, eppure frequentato: nelle gallerie ci sono disegni e graffiti, segni evidenti del passaggio illecito di più persone. L’accesso, al termine della concessione, era stato vietato attraverso cartelli e barriere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

F.C.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1