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10.07.2019

“Sfratto” dall’ex scuola Gli Alpini di Angarano alla guerra della sede

L’inaugurazione della sede del Gruppo Alpini di Angarano: era appena il marzo 2016 CECCONL’ex centro professionale Ferracina
L’inaugurazione della sede del Gruppo Alpini di Angarano: era appena il marzo 2016 CECCONL’ex centro professionale Ferracina

Arriva lo “sfratto” dalla sede dell’ex Cfp Ferracina per gli Alpini di Angarano, ma i vertici del gruppo non ci stanno e sono pronti a dare battaglia. Se necessario, coinvolgendo anche gli avvocati dell’Ana nazionale. «Tre anni e mezzo fa – spiega il capogruppo Giovanni Rizzo – avevamo concluso un accordo con la Regione in base al quale ci sono stati assegnati per quattro anni in comodato gratuito, con scadenza il prossimo 20 gennaio, alcuni locali dell’ex centro di formazione professionale. Con l’occasione era stata confermata dalla stessa Regione la disponibilità di una trentina di posti auto a uso pubblico nel cortile dell’ex scuola». In cambio, le Penne nere hanno garantito pulizie e piccole manutenzioni, oltre a iniziative come la cena offerta alcune settimane fa agli operai della Inco come ringraziamento per i restauri del Ponte. Proposte molto apprezzata da tutto il quartiere. «Fin da subito la Regione aveva specificato che l’accordo poteva essere solo temporaneo – prosegue Rizzo – perché lo stabile era in vendita». Vendita che è stata perfezionata in primavera con un’immobiliare con sede in centro storico. «Nelle ultime settimane – spiega il capogruppo – ci è arrivata a sorpresa una lettera con la quale la nuova proprietà ci invita a liberare gli spazi e a riconsegnarli. Preciso che la Regione nel contratto di vendita ha specificato che erano fatti salvi i nostri diritti e la destinazione pubblica del parcheggio fino alla scadenza naturale del contratto, vale a dire il 20 gennaio 2020». A quanto riferisce Rizzo, la nuova proprietà non ha voluto sentire ragioni, invitando nuovamente gli Alpini ad andarsene. «In una seconda lettera – riprende – l’immobiliare invoca ragioni di urgenza e imprevedibilità, in base alle quali noi dovremmo restituire l’immobile. Sull’urgenza possiamo anche concordare, visto che parte dello stabile ha bisogno di manutenzioni straordinarie, ma sull’imprevedibilità proprio no. È messo nero su bianco che esiste un contratto a nostro favore e che questo contratto scadrà fra sei mesi». Alpini in trincea, dunque. «Abbiamo preso in carico i locali con lo spirito di servizio che ci caratterizza e con il proposito di renderli più accoglienti – evidenzia ancora Rizzo -. Aggiungiamo che, se saremo allontanati, il quartiere perderà trenta posti auto che, in questo momento, sono essenziali per l’economia della zona. Per questo, prima di dire addio al Ferracina vorremmo che ci fosse data la possibilità di allestire una nuova sede e che venisse recuperato un numero di piazzole gratuite pari almeno a quelle disponibili ora all’ex Cfp. L’augurio è di chiudere la cosa da gentiluomini, in caso contrario faremo valere i nostri diritti nelle sedi appropriate». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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