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20.08.2019

«Scuola a pezzi» Mazzini, genitori sul piede di guerra

La scuola elementare Mazzini in piazzale Trento CECCON
La scuola elementare Mazzini in piazzale Trento CECCON

Infiltrazioni, scarafaggi, muri in deperimento e centinaia di studenti in arrivo. Manca meno di un mese all’inizio delle scuole e alla primaria “Mazzini” i genitori sono sul piede di guerra per le condizioni in cui si trova l’edificio, che sorge in piazzale Trento. Condizioni che non rendono onore a una delle scuole più antiche di Bassano, che ha festeggiato il secolo di vita nel 2010. Tanto che ora i genitori minacciano di non far entrare i loro bambini alla riapertura, l’11 settembre. A farsi portavoce del disagio è la presidente del comitato genitori del "Mazzini", Silvia Faustini, che ha dato mandato a un avvocato di scrivere una lettera all’Amministrazione per chiedere chiarimenti. Si parte da un dato di fatto: i problemi di infiltrazioni dal tetto e d’igiene dell’istituto, vedi la presenza di blatte emersa in queste settimane, che ha richiesto un intervento di disinfestazione straordinaria. «Si tratta di un edificio vecchio e mai sottoposto a manutenzione, per cui il tetto, in primis, è da rifare perché ci sono infiltrazioni nelle aule, così come sono da ripristinare tutti gli impianti - afferma Faustini -. Alla fine del 2018 era crollato anche un pezzo di controsoffitto. Per non parlare dell’atrio, che si allaga praticamente ogni volta che piove». Problemi sussisterebbero pure nei bagni dell’istituto. «Il muro si sta sgretolando - spiega la portavoce dei genitori -. Inoltre, sembra che il prossimo anno ci sarà un solo bagno per maschi e femmine». Lo spostamento di altre classi del liceo Brocchi nella sede non fa che aumentare la preoccupazione dei genitori. «Non sono ancora state eseguite le operazioni per delimitare le due aree - riferisce ancora Faustini -. Di conseguenza, quando gli alunni del Brocchi usciranno alle 13 per fare ritorno a casa i cancelli saranno aperti, con conseguente rischio per i bambini delle elementari. Abbiamo svolto un sopralluogo con la preside Luisa Caterina Chenet e gli assessori Roberto Marin e Mariano Scotton, ma non ci sono state date le rassicurazioni che cercavamo». Ecco quindi che, se l’11 settembre i genitori non riterranno la scuola in condizioni dignitose, sono pronti al gesto drastico. «Vogliamo certezze sulla sicurezza della scuola e sugli interventi da eseguire - afferma Faustini -. Altrimenti, siamo pronti a tenere i nostri figli fuori da scuola. La scuola è una priorità: bisogna garantire un ambiente decente e sicuro ai nostri figli». L’assessore ai lavori pubblici Andrea Zonta prova a placare gli animi. Anch’egli, tuttavia, non può che ammettere che la sistemazione del tetto prima della riapertura della scuola è praticamente impossibile. «I lavori sono stati affidati, ma siamo ancora in regime di aggiudicazione provvisoria - illustra -. Servono perciò 35 giorni di attesa prima di poter dare il via ai lavori, per i quali sono stati stanziati 500mila euro. Per la sistemazione dei bagni e degli impianti interni ci sono 300mila euro». Per eseguire i lavori sarà adottato un progetto che era stato messo in cantiere dall’ex amministrazione Poletto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Saretta
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