Altopiano

Sci e mascherine, il Verena risorge

Un’attesa lunga venti mesi per indossare gli sci e affrontare le discese. Ieri sono stati in tanti a inaugurare la stagione sciistica al Monte Verena nonostante un cielo plumbeo e nuvole basse, oltre alle restrizioni anti Covid. Già all'apertura degli impianti il parcheggio dello Ski Area Verena era quasi al completo. Tanti sci club ma anche tante famiglie e compagnie di amici hanno preso d'assalto gli unici impianti al via sull'Altopiano, in attesa dell’apertura di Le Melette di Gallio programmata per l’8 dicembre e di altre stazioni qualora il meteo regali altra neve o temperature consoni all'innevamento. 
«Erano due anni che ci ripromettevamo di venire a sciare – racconta Cristian Caldon di Vigonovo -. Ci stiamo divertendo molto e speriamo di poter continuare a sciare per tutto l’inverno senza altre chiusure». 
Un auspicio condiviso anche da Anna Rossato di Valdagno pronta a partire per un’uscita di scialpinismo ma che assicura che ritornerà anche per sciare sulle piste. «Finalmente si è ritornati sulla neve. Da qualche anno pratichiamo lo scialpinismo, una salvezza l’anno scorso con gli impianti chiusi, però ritorneremo anche per fare discesa». 
Un entusiasmo che ha coinvolto anche i maestri di sci come racconta Ugo Pesavento: «Essere sulle piste già il 5 dicembre è un regalo e guardarsi attorno e vedere tutto bianco è bellissimo. Siamo davvero felici e ottimisti dopo l’anno scorso. La neve per ora non è tantissima, speriamo raggiunga i livelli dell’anno scorso, quando le chiusure sono state una beffa». 
Michele Marin di Padova, nonostante un impegno nel pomeriggio, non poteva mancare al primo giorno di sci. «Ho trovato tutto molto ben preparato, mancano le piste in alto servite dalla nuova seggiovia però apriranno appena possibile. Siamo tutti un po’ arrugginiti dopo un anno e mezzo fermi; la speranza è di trascorrere una bella stagione sugli sci, sempre che non vengano imposte altre chiusure. Quassù i green pass sono stati controllati quindi sono tranquillo».
L’apertura degli impianti infatti non è stata solo occasione di gioia per la società Verena 2000 ma anche il momento di mettere alla prova i protocolli di sicurezza anti Covid. Per ora al Verena, non essendo ancora aperte le piste servite dalla nuova seggiovia a sei posti dotata di cupola, non sono in vigore particolari restrizioni. Per le seggiovie biposto aperte “Bosco degli Urogalli” e “Cima Aquila” infatti il Ministero dell’Interno, dopo un intervento di Federfuni permette una capacità del 100 per cento- Scende invece al 50 quella delle seggiovie con cupole paravento.
«Chiaramente c’è l’obbligo dell’uso di mascherina mentre si è in seggiovia e il nostro personale ha continuato a invitare gli sciatori al rispetto delle disposizioni di protezione; cosa non sempre facile soprattutto in avvicinamento agli impianti di risalita però non sono stati segnalati grossi problemi – prosegue Frigo -. L’importante è che la stagione sia iniziata con buoni flussi. Mio papà (il fondatore della società Verena 2000 Elio Frigo, scomparso nell’agosto 2019 srl) sarebbe stato felice a vedere il Verena oggi; a lui infatti spettava l’onore di accendere per la prima volta i motori degli impianti».

Gerardo Rigoni