Schiavon

Rubate le scarpette rosse nella giornata contro la violenza sulle donne

«Un gesto spiacevole, siamo scossi. Hanno portato via anche una candela. Chiunque sia stato si faccia un esame di coscienza»
L'allestimento sul coperchio del pozzo in piazza a Schiavon
L'allestimento sul coperchio del pozzo in piazza a Schiavon
L'allestimento sul coperchio del pozzo in piazza a Schiavon
L'allestimento sul coperchio del pozzo in piazza a Schiavon

Il furto delle scarpe rosse, simbolo universale della lotta contro la violenza sulle donne, nello stesso pomeriggio della grande manifestazione di sensibilizzazione. Choc a Schiavon in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, avvenuta venerdì 25 novembre. Una o più persone, evidentemente ignare o, ancora peggio, insensibili ai contenuti della manifestazione, hanno sottratto il paio di calzature, posto sul coperchio del pozzo in piazza Risorgimento, davanti a Villa Rota, ex municipio e ora sede delle associazioni, e si sono anche portati via una delle candele posizionate a fianco. Un gesto che non ha mancato di suscitare lo sdegno delle promotrici dell'iniziativa, dell'Amministrazione comunale e delle donne che hanno preso parte all'evento.

Il protocollo prevedeva un'iniziativa promossa dai 23 Comuni del primo distretto dell'Ulss 7 Pedemontana, che nei rispettivi territori hanno svolto una fiaccolata di sensibilizzazione e solidarietà. Tutto questo mentre purtroppo si infittiscono le notizie delle violenze subite dalle donne, alcune delle quali residenti anche poco lontano dal comprensorio. Un tema dunque che resta quanto mai di attualità. «Come ogni anno - spiega Michela Bragagnolo, presidente della Pro loco di Schiavon, che ha organizzato l'evento, in collaborazione con l'Amministrazione comunale - alle 10 di mattina abbiamo allestito il pozzo, luogo simbolo del nostro Comune, con lo striscione, cinque candele e le scarpette rosse, motivo ricorrente di questa giornata. Ebbene, nel pomeriggio sono sparite le scarpe e una candela e noi ce ne siamo accorti poco dopo le sette di sera, al ritrovo per la fiaccolata organizzata in contemporanea con gli altri Comuni del circondario, che si è svolta con buona partecipazione dal pozzo di piazza Risorgimento fino alla panchina rossa lungo via Roma».

Quella di Schiavon era una delle 23 fiaccolate dell'Ulss bassanese, intitolate "Rompiamo il muro del silenzio", per dire tutti insieme no alla violenza di ogni genere contro le donne. Un problema molto serio, perché come informa il Centro antiviolenza Spazio Donna di Bassano sono sempre più numerosi i casi di violenza nei confronti delle donne, spesso maltrattate e picchiate anche davanti ai loro bambini, nel culmine di una tragedia tutta familiare. Per questo il furto di Schiavon delle scarpette rosse, simbolo della manifestazione, è uno sfregio verso chi si impegna anche solo con questa fiaccolata, per puntare i riflettori su uno dei più ricorrenti drammi moderni. Per la stessa manifestazione, peraltro, il 2 dicembre prossimo al teatro Remondini di Bassano è in programma anche uno spettacolo, "Donne in opera".

«Siamo molto scossi - conclude Bragagnolo - perché è un gesto molto spiacevole, una grande mancanza di rispetto, oltretutto fatto proprio in questa giornata piena di significati valoriali. E se invece si trattasse solo di uno scherzo banale, mi farebbe ancora più rabbia, perché sarebbe veramente di pessimo gusto. Come ogni anno, nel nostro piccolo, proponiamo qualcosa per questa ricorrenza, e questo furto ci ha colpito molto. Speriamo che chiunque sia stato si faccia un esame di coscienza».

Giordano Dellai