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04.06.2019

Palazzo Sebellin si rifà il look

L’inaugurazione del restauro della barchessa
L’inaugurazione del restauro della barchessa

Il primo passo per la realizzazione di quella che sarà “Casa Rossano”, il punto di riferimento per tutte le associazioni del comune, è stato concretizzato con il restauro della barchessa del palazzo della famiglia Sebellin, dov’erano ubicati fino al 2010 gli uffici comunali. L’opera in questi giorni è stata anche inaugurata ufficialmente. Nel 1876 la struttura era stata lasciata in dono al comune da Baldassare Meneghini Sebellin, parente acquisito della famiglia che tanto aveva fatto, e non solo in ambito economico, per il paese. L’idea di ristrutturare l’ex sede municipale, esempio di architettura signorile veneta risalente alla fine del diciottesimo secolo, era uno dei punti chiave anche della precedente amministrazione. Il restauro, da parte della ditta Cortese Mario srl di Marostica, è risultato laborioso, proprio per il valore storico dell'immobile. Il progettista e direttore dei lavori, Felics Zanata, ha operato in costante contatto oltre che con l'amministrazione comunale, tramite il responsabile dei lavori pubblici Adriano Ferraro, anche con la Soprintendenza alle Belle Arti. Con la ristrutturazione della barchessa, che dà su piazzetta Delle Rose, sono state ricavate una sala per riunioni al piano terra e al piano superiore, raggiungibile dai disabili grazie all'ascensore, un’ampia stanza nella quale gli anziani si possono ritrovare per una partita a carte, giocare a tombola, chiacchierare, bere un caffè o una bibita. «Un luogo di ritrovo importante, perchè se è vero che il caffé - ha affermato il sindaco Morena Martini - si può berlo anche a casa, è vero pure che un paese deve avere un punto di riferimento: è ben diverso fare comunità». Per l'inaugurazione è stato approntato dall'Editrice artistica Bassano di Andrea Minchio un opuscolo che raccoglie la storia del palazzo e i lavori che hanno fatto rivivere la barchessa. Il sindaco spera entro la fine di questa amministrazione di concludere l'intera opera, recuperando 14 sale. Nel corso della cerimonia, coordinata dalla consigliera Cristina Bianchin, il sindaco ha elogiato diversi uffici comunali che hanno contributo a vario titolo per l'opera e anche le opposizioni dalle quali ha captato e concretizzato l'abbattimento delle barriere architettoniche. Numerosi gli ospiti: il parroco don Paolo Carletto, che ha benedetto la struttura, l'europarlamentare Mara Bizzotto, gli assessori regionali Elena Donazzan e Manuela Lanzarin, per la provincia di Vicenza Giovanni Antonio Gasparini, per le forze dell'ordine il comandante della stazione dei carabinieri di Rosà Massimo Guelfi, numerosi sindaci del comprensorio e i rappresentanti di tutte le associazioni rossanesi. L'opera è costata 680 mila euro, 252 mila dei quali arrivati dalla Regione Veneto. Alla fine della cerimonia i partecipanti sono stati ospiti della Pro Loco per un buffet a Villa Caffo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lucio Zonta
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