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01.03.2019

La strada maledetta doveva essere allargata

I rilievi sul luogo del tragico incidente, in via Bassano a Rossano
I rilievi sul luogo del tragico incidente, in via Bassano a Rossano

La tragedia che ha provocato la morte del quarantacinquenne Enrico Moi, uscito di strada l'altra mattina a Rossano Veneto in via Bassano, tratto della strada regionale 245, ha innescato la polemica sulla sicurezza di una via di comunicazione ad alta intensità di traffico, fiancheggiata da due rogge in una delle quali, la Moranda, è finita l'auto della vittima che si è disintegrata nella parte anteriore centrando un ponticello in cemento posto, ad altezza del manto stradale ad accesso a una zona abitata. Il sindaco Morena Martini ha lamentato subito dopo il dramma la mancata realizzazione di un guard-rail per un rimpallo burocratico tra Veneto Strade titolare della via di comunicazione e il Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta, manufatto che l'Amministrazione comunale non può realizzare perché carreggiata e argini non sono di sua proprietà. «A Veneto Strade - ha precisato il sindaco - erano state inviate più lettere, anche da amministratori precedenti per chiedere una soluzione. Mi auguro che il problema venga risolto in tempi brevi. A questo punto riterrò responsabile Veneto Strade se accadranno incidenti analoghi a quello dell'altra mattina. Con il Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta non ho mai tenuto contatti diretti, ma solo con la società titolare della strada». Per il Consorzio ecco cosa ha riferito il direttore Umberto Niceforo: «Siamo addolorati per la tragedia e ci è dispiaciuto essere stati tirati in ballo dal sindaco. La roggia Moranda è stata voluta dalla Repubblica di Venezia nel 1500. La messa in sicurezza della strada non spetta comunque al Consorzio, chiamato a rendere sicuro l'ambito idraulico dei canali e portare l'acqua alle zone agricole. Siamo però aperti alla collaborazione e se Veneto Strade ci chiederà l'autorizzazione per rendere sicura la strada risponderemo positivamente, sempre nella fascia di rispetto della situazione idraulica. Veneto Strade, ad esempio, ci ha chiesto sempre la possibilità di allargare un tratto di 700 metri della stessa strada, ma dal lato opposto, fiancheggiato dalla roggia Civrana, e noi abbiamo inviato sia i ragguagli tecnici per l'intervento sia un preventivo». Dal canto suo, Veneto Strade fa invece sapere di non essere intenzionata ad alimentare polemiche dopo una tragedia nella quale è morto un marito e un papà di tre figli. L'Ente ha scelto la linea del riserbo e risponderà contattando direttamente il Comune e il Consorzio. Dalla ricostruzione della pratica e delle segnalazioni sulla scarsa sicurezza di via Bassano, emerge che esisterebbe effettivamente una segnalazione-richiesta presentata anni fa dal Comune al Consorzio, che avrebbe successivamente inviato l’incartamento a Veneto Strade. Quest’ultimo ente, a sua volta, avrebbe successivamente chiesto più volte al Consorzio un preventivo per i lavori per operare sulla strada, ma la risposta sarebbe giunta solo pochi giorni fa. Intanto la comunità di Rossano si è stretta attorno alla moglie e ai figli di Enrico Moi. Al momento del tragico incidente l’uomo stava tornando a casa dopo aver svolto il turno di notte alla Abb di Marostica. Con tutta probabilità è stato tradito da un colpo di sonno o da una disattenzione e ha perso il controllo della sua Ford Focus che è finita nel fosso incastrandosi sotto un ponticello. I funerali della vittima saranno celebrati domattina alle 10 nel duomo di Rossano. •

L.Z.
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