CHIUDI
CHIUDI

12.04.2019

Intossicati alle nozze: risarciti

Una torta nuziale. Nel ristorante "I bagolari" intossicate 63 persone durante il pranzo di nozze. ARCHIVIO
Una torta nuziale. Nel ristorante "I bagolari" intossicate 63 persone durante il pranzo di nozze. ARCHIVIO

Quel giorno, dopo il pranzo di nozze, 63 persone si sentirono male. Fra gli intossicati, anche alcuni bambini e i due sposi. Era il 25 giugno 2011: dopo tanti anni il processo penale è finito in prescrizione, ma la coppia e alcuni invitati hanno ottenuto ragione in sede civile. Il giudice Eloisa Pesenti ha infatti condannato il ristorante, i suoi soci e il cuoco a risarcire i danni alle vittime, ritenendo invece estranea la macelleria che fornì la carne per il banchetto. Per il “grave inadempimento contrattuale” la società “I bagolari snc” e i soci Simone Vivian, Roberto Carlesso e Damiano Scomazzon (tutti assistiti dall’avv. Emanuela Vanzetto) dovranno risarcire gli sposi Moira Serafina Brecciaroli e Riccardo Speggiorin (tutelati dagli avv. Susanna Greggio e Giovanni Tretti) del costo del pranzo, pari a 6.500 euro, con le rivalutazioni; e poi, in solido con il cuoco Luigi Masala, per un quarto del danno (avv. Fabio Vial), a risarcire alla moglie 5.300 euro, al marito 2.600, agli invitati Guglielmo Alessio e Andrea Battocchio altri 2.600, e infine all’altro invitato Giuseppe Marchesan 1.900. In tutto, circa 22 mila euro. Rigettate le domande a “Mp carni Pellicchero sas” (avv. Alessandra Neri). La vicenda è nota. Dopo i malesseri, scattarono gli accertamenti dell’Ulss; emerse che la porchetta era contaminata dalla salmonella, mentre orzo e fiori di zucca da “enterotossine diarroiche”. Le conseguenze peggiori le subì la sposa, incinta al settimo mese; guarì in 20 giorni. In aula sono sfilati numerosi testimoni; il giudice aveva affidato la consulenza tecnica al professor Giuseppe Comi dell’università di Udine, che ha individuato come causa dell’intossicazione l’abuso termico, perchè il ristorante non aveva un abbattitore, e il fatto che la porchetta non era stata cotta adeguatamente. «La materia prima - scrisse - era sicuramente contaminata da microorganismi, ma cottura, abbattimento della temperatura e conservazione adeguata avrebbero eliminato ogni rischio». La porchetta era rimasta esposta al buffet dalle 13 alle 16 in una giornata molto calda. Di qui la condanna al risarcimento, che la sposa lamenta non essere stato ancora versato. «Sono arrabbiata - racconta Brecciaroli -. Era stata una bellissima giornata, avevamo pagato la sera stessa. Quando ho saputo delle intossicazioni ho pianto, ho perso 6-7 chili, sono stata ricoverata da sola, perchè ero contagiosa. In questi anni abbiamo cercato un contatto con il ristorante, invano; almeno il tribunale ci ha dato ragione. Ma sono contenta perchè, nonostante le premesse, il matrimonio con Riccardo è felice e tutto funziona bene». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1