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10.09.2019

Bontorin: «Una sconfitta di società e istituzioni»

Il sindaco Simone Bontorin
Il sindaco Simone Bontorin

«La morte di Antonio è un fallimento per tutti. Come amministrazione comunale abbiamo fatto il possibile, ma dire che il nostro concittadino forse non accettava di farsi aiutare nel modo che sarebbe stato necessario, non può essere sufficiente. La rete di assistenza ha funzionato solo in parte, e questo implica una responsabilità a metà, serve interrogarsi per migliorare e dobbiamo farlo tutti, anche perché questo non è l’unico caso». A parlare è il sindaco di Romano d’Ezzelino, Simone Bontorin, che si dichiara profondamente dispiaciuto per il decesso del suo concittadino. L’Amministrazione tentava di aiutarlo da anni. «Da tempo Andriollo era conosciuto dalle strutture di assistenza - spiega -. Più e più volte avevamo cercato di convincerlo ad affidarsi ai centri di appoggio temporanei, come casa San Francesco di Bassano, con la quale siamo convenzionati. Non ha mai accettato di rinunciare alle sua indipendenza, accettava solo aiuti in cibo. Ha sempre cercato di farcela da solo. Il suo stato di salute era peggiorato, ma questo non lo aveva convinto a farsi aiutare nel modo più adeguato. Le Amministrazioni in queste circostanze riescono a fare qualcosa, ma difficilmente questo basta a risolvere il problema: serve anche la volontà della persona bisognosa e se questa manca il percorso purtroppo è in salita, gli strumenti a volte si rivelano inefficaci. A Romano abbiamo altri casi come questo, persone che non accettano di essere aiutate nel modo che sarebbe più opportuno. Facciamo il possibile, anche insieme alla Caritas, nel caso di Antonio pure insieme al Comune di Borso. Quando arrivano notizie come queste, tuttavia, è necessario fermarsi un attimo a pensare, serve chiedersi che azioni mettere in campo per fare di più». © RIPRODUZIONE RISERVATA

F.C.
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