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11.01.2020

Bazar degli stupefacenti: due arresti

La droga sequestrata nell’abitazione che Chemello condivideva con un rappresentante trevigianoUna volante della questura di Treviso  ARCHIVIO
La droga sequestrata nell’abitazione che Chemello condivideva con un rappresentante trevigianoUna volante della questura di Treviso ARCHIVIO

Il bazar degli stupefacenti, fra cui droga dello stupro, ecstasy e anabolizzanti a volontà, in un’abitazione nel Trevigiano: anche un 44enne di Romano nei guai per detenzione a fini di spaccio di sostanze proibite. Tutto è nato da un controllo stradale, giovedì mattina. Gli agenti della questura di Treviso fermano una Mercedes con a bordo un rappresentante di commercio trevigiano, Nicolò Burighel, 34 anni, e notano che nel bagagliaio ci sono dei flaconi di liquido incolore che sembra acqua. Alla domanda di cosa si tratti, Burighel dà una risposta generica che non convince affatto i poliziotti. Il materiale, poco più di 11 litri, viene portato in questura dove si stabilisce che si tratta di “Gbl”, un solvente industriale vietato in molti Paesi, tra i quali l'Italia, perché usato come sostanza stupefacente. la droga dello stupro. È più noto come la “droga dello stupro”, costa poco, non ha sapore né odore e bastano poche gocce per perdere i freni inibitori e cadere in un sonno profondo. A quel punto, gli agenti della squadra mobile, coordinati da Claudio Di Paola, decidono di andare a perquisire l’abitazione che Burighel condivide a Canizzano con un culturista, Mauro Chemello, 44 anni, di Romano. Gli agenti passano al setaccio le varie stanze della casa di Burighel e all’interno hanno trovato un vero e proprio bazar di sostanze stupefacenti: ecstasy, anabolizzanti, metanfetamine, chetamine, eroina, morfina e testosterone. Tutte sostanze riconducibili, secondo la questura, alle “smart drugs”, droghe sempre più diffuse tra i giovani e ritenute, a torto, meno pericolose di quelle tradizionali. Gli agenti della squadra mobile sequestrano le varie sostanze, del valore complessivo di poco oltre i 100 mila euro. Per Burighel e Chemello scattano le manette ai polsi con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Ora si trovano dietro le sbarre di Santa Bona in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice delle indagini preliminari. Le indagini della polizia, coordinate dal sostituto procuratore Paolo Fietta, però continuano. La polizia sta cercando, dai telefoni sequestrati agli indagati, riscontri sui fornitori delle sostanze proibite sequestrate e sugli eventuali clienti. Il giro d’affari di quella droga è impressionante: basti pensare che un millilitro di Gbl, allungato poi dai consumatori con acqua, viene venduto a un prezzo che varia dai sei ai nove euro. «La Gbl è detta anche “droga dello stupro” - spiega il commissario Di Paola - perché provoca l'annullamento dei freni inibitori e la perdita della memoria. È un prodotto che si usa nell’industria o anche nella sanità ma per ottenerlo bisogna avere specifiche autorizzazioni. Quello messo a segno è tra i più ragguardevoli sequestri di sostanze stupefacenti di quello specifico genere e non ha precedenti nella Marca trevigiana. Le indagini continuano: ci sono molti aspetti da chiarire in questa vicenda». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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