Rosà

Professionisti
della truffa
smascherati

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Ancora truffe via internet
Ancora truffe via internet

Dei veri e propri professionisti della truffa. Sono quelli smascherati dai carabinieri di Rosà, che hanno denunciato due persone con l'accusa di truffa e simulazione di reato. A finire nei guai L.R., italiano 46enne residente in provincia di Catania, e V.A., italiano 36enne.

 

Tutto ha inizio il 4 maggio scorso, quando una signora si rivolge all'Arma per denunciare una truffa. Qualche giorno prima, dopo aver messo in vendita sul sito “subito.it” una Xbox per l’importo di 300 euro, era stata contattata telefonicamente da una persona che si dichiarava più che interessata all’acquisto e che la invitava a raggiungere immediatamente uno sportello postamat, dove l’avrebbe pagata. La vittima si era quindi diretta al più vicino ufficio postale dove, al telefono con il compratore, seguendo le indicazioni, faceva delle operazioni che, come ha raccontato ai militari, l'hanno confusa. Una volta a casa, le sono arrivati due sms di “allert”: si è quindi accorta che, eseguendo le indicazioni fornite dalla persona al telefono, non le erano stati accreditati 300 euro, bensì le erano stati prelevati dal conto 450 euro. Realizzato che era stata vittima di una truffa, ha tentato inutilmente di ricontattare il falso acquirente, che non ha più riposto alle sue chiamate.

 

I carabinieri sono ben presto risaliti alla persona che effettivamente aveva intascato i soldi, ossia L.M., 46enne della provincia di Catania. Le indagini, però, sono proseguite, permettendo di risalire ad un complice, V.A., 36 anni. Ma non è tutto. I militari, infatti, hanno scoperto che L.M. aveva denunciato il furto di un’auto di proprietà di una società siciliana e che aveva noleggiato a lungo termine mentre il complice, “specializzato” nel riciclaggio di veicoli rubati, ne inseriva l’annuncio di vendita su un sito internet specializzato nella compravendita di veicoli. Scavando ancora, gli inquirenti sono risaliti alla vittima che in un'altro comando dell'Arma aveva sporto denuncia per l'acquistato su internet un’auto, pagata 6.000 euro, che altro non era che quella per la quale ne era stata denunciato il furto. Le operazioni di compravendita erano state condotte con V.A. I documenti però non furono mai consegnati alla vittima ed il passaggio di proprietà del veicolo rimase da definire.