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11.09.2016 Tags: Mussolente

Prima unione
civile
nel Vicentino

Il  municipio di Mussolente dove si è celebrata la prima unione civile del Vicentino
Il municipio di Mussolente dove si è celebrata la prima unione civile del Vicentino

È Mussolente il primo Comune della provincia di Vicenza in cui è stata celebrata un’unione civile.

Ieri mattina, nella sala giunta del municipio, due donne residenti nella frazione Casoni hanno coronato il loro sogno d’amore: ed ora i loro diritti e i corrispondenti doveri di coppia sono riconosciuti di fronte alla legge.

La cerimonia si è svolta alle 11 ed è stata molto discreta, per esplicito volere delle due donne, l’una di 55 e l’altra di 54 anni.

A sancire la loro unione civile è stata la giovane vicesindaco di Mussolente Valentina Fietta, che ha espresso soddisfazione per il primato stabilito dal suo Comune.

Una trentina le persone che hanno preso parte alla cerimonia assistendo alla formula prevista in questi casi con la lettura dei commi della legge approvata di recente e le firme sul verbale del Comune.

«Per prima cosa ho letto l’articolo 1 della legge sulle unioni civili - spiega il vicesindaco - Dopodiché ho dato lettura del verbale da spedire alla prefettura di Vicenza per l’inserimento delle due donne nell’elenco delle unioni civili».

«È stata una corsa contro il tempo perché la richiesta ci è giunta quest’estate subito dopo l’approvazione della legge. È stato un momento molto emozionante - rimarca il vicesindaco di Mussolente - perché queste due donne attendevano da tanto tempo la possibilità di unirsi civilmente».

Da ventisei anni le due misquilesi attendevano di poter coronare il loro sogno d’amore. Ora, l’Amministrazione ha intenzione di garantire a tutti coloro che ne faranno richiesta questa possibilità.

Il vicesindaco Fietta portava la fascia tricolore.

«Sembra che non si debba per forza indossarla - ha voluto sottolineare - in realtà, proprio perchè ritengo che sia l’estensione di un diritto civile, è importante il messaggio che si dà perché allora sì che, così facendo, si comincia a ragionare di equiparazione fra matrimonio civile e unione civile».

«Le porte del nostro municipio sono aperte - ha proseguito Fietta - Abbiamo intenzione di discostarci con forza da quelle Amministrazioni che invece si rifanno all’obiezione di coscienza per non celebrare queste cerimonie. La legge Cirinnà - ha precisato Fietta - però, non prevede l’obiezione di coscienza. Noi riteniamo sia nostro preciso dovere garantire questo diritto previsto dalla legge alle persone che ne hanno necessità».

«Inoltre - conclude il vicesindaco Valentina Fietta - crediamo che l’estensione di questo diritto sia un segno del progresso della nostra società civile».

«Adesso, finalmente - avrebbero esultato le due donne dopo il rito in municipio - non saremo più costrette a nasconderci».

Enrico Saretta
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