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05.01.2020

«Navette tra gli ospedali e più specializzazione Ecco l’Ulss 7 del futuro»

Bortolo Simoni, commissario e dg dell’Ulss 7L’ospedale San Bassiano, sede della direzione generale dell’Ulss Pedemontana FOTO  CECCON
Bortolo Simoni, commissario e dg dell’Ulss 7L’ospedale San Bassiano, sede della direzione generale dell’Ulss Pedemontana FOTO CECCON

Navette di collegamento tra Bassano e Santorso, con fermate intermedie a Marostica e Thiene, quando sarà percorribile la superstrada Pedemontana. E’ l’idea che Bortolo Simoni, commissario e direttore generale dell’Ulss 7, rispolvera con convinzione. «Due viaggi alla mattina e uno al pomeriggio, con pulmini comodi, in modo da consentire agli utenti di spostarsi senza disagi. Sarà anche un modo per rinforzare il concetto di unitarietà territoriale del bacino, sul quale c’è ancora molto da lavorare». Simoni, subentrato in corsa a Giorgio Roberti il primo novembre 2018, entra nell’ultimo anno di mandato. Nonostante i problemi generali e locali della sanità, non si scoraggia: all’orizzonte vede più sereno che nubi. «Stiamo lavorando sodo perché questo è l’anno conclusivo del triennio di sperimentazione del nuovo assetto, al termine del quale Regione e Conferenza dei sindaci faranno le loro valutazioni» Una consolazione, intanto: «L’inizio dell’anno è stato tranquillo, non ci sono state emergenze di sovraffollamento. Anche l’influenza non ha ancora fatto registrare picchi, quindi i posti letto negli ospedali ci sono». ASIAGO. Il primo obiettivo è l’apertura del nuovo ospedale di Asiago. «La tabella di marcia aggiornata, salvo imprevisti, prevede il completamento entro fine marzo, i collaudi e le forniture tra aprile e maggio e l’operatività entro quest’ultimo mese. Successivamente partirà la terza fase, appena finanziata: la demolizione di una parte del vecchio fabbricato per realizzare l’ingresso. Intanto organizzeremo l’attività secondo le nuove schede ospedaliere: Asiago diventerà anche un luogo complementare ai due ospedali di pianura, con specialità di week surgery, day surgery e ortopedia. DUE OSPEDALI. «Il percorso di integrazione tra Bassano e Santorso - prosegue Simoni - deve continuare. La criticità è la carenza di personale medico, che condizionerà la velocità di realizzazione di alcune scelte. In questo momento a Bassano soffrono le due Neurologie, Gastroentetologia e un po’ Geriatria e a Santorso Ortopedia, dove sono comunque in corso di assunzione cinque ortopedici: erano rimasti in quattro. A Bassano invece quest’emergenza è stata superata. Bassano si avvia ad assumere una specificità protesica, la traumatologia sarà più a Santorso e Asiago». Intanto Simoni è soddisfatto del Pronto soccorso del San Bassiano, inaugurato poche settimane fa: «Sta incontrando l’apprezzamento degli utenti sia per le dotazioni sia per i percorsi». APICALITÀ. «In questi mesi dovremo coprire 23 posizioni direttive, sia in ospedale che sul territorio - spiega il dg - . In gran parte sono turnover da pensionamenti: sta arrivando l’ondata della quota cento. Altri sono legati alle nuove schede: in particolare, Chirurgia senologica, Malattie infettive e Centro trasfusionale a Santorso. Abbiamo raddoppiato il personale dell’ufficio concorsi proprio per far fronte tempestivamente alle necessità: biosogna essere pronti a intercettare i professionisti appena escono le graduatorie». MEDICI. «La Regione e lo Stato stanno facendo uno sforzo straordinario. Quindici arriveranno nelle prossime settimane come liberi professionisti per i Pronto soccorso. Poi toccherà a decine di non specialisti». LISTE D’ATTESA. «E’ un tasto dolente, lo so - afferma Simoni - ma invito a considerare che è strettamente legato alla carenza di personale. Entro marzo dovremmo vedere netti miglioramenti con l’eliminazione dei cosiddetti casi “fluttuanti e galleggianti”, cioè quelli in attesa di risposta. La Regione ha concesso alla nostra Ulss un extra-budget importante per avvalersi di privati accreditati». PRIVATI. Proprio su questo tema la polemica è incandescente. «Non posso che condividere quanto sottolineato dal governatore Zaia - replica Simoni -: la sanità veneta non è svenduta ai privati, ma i privati sono importanti per dare risposte in sintonia con il pubblico. Nessuno è obbligato a sceglierli, non esiste nessuna prestazione che sia una loro pertinenza esclusiva». Il direttore generale vuole fare passare un messaggio chiaro: «Se un paziente ha un problema di salute serio trova una risposta tempestiva. Per il resto, paghiamo lo scotto di carenze di organici e anche di un ricorso improprio ai Pronto soccorso. Mi rendo conto che la percezione dell’utente è diversa, ma bisogna ragionare sull’effettiva criticità delle singole situazioni». PROTESTE. Simoni chiede ai cittadini «un po’ di comprensione». «Nei servizi sanitari non possiamo avere sempre tutto sotto casa. Sotto casa ci sarà quello che serve sempre, ma in caso di necessità di una prestazione particolare è giusto andare dove viene eseguita al meglio, e non a distanze siderali. Le competenze delle equipe risulteranno innalzate rispetto a prima». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Comin
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