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24.03.2019

«L’operaio non doveva trovarsi lì»

Una panoramica della Bifrangi di Mussolente
Una panoramica della Bifrangi di Mussolente

E’ mistero sulla dinamica dell’infortunio che ha portato alla morte di Marino Lombardi, l’operaio 54enne di Fellette di Romano d’Ezzelino che giovedì ha perso la vita alla “Bifrangi” di Mussolente. I dubbi vengono sollevati dall’avvocato Luigino Martellato, legale del colosso specializzato nel trattamento e nello stampaggio dell’acciaio. Lombardi, riferisce l’avvocato, sarebbe stato trovato a terra in una zona dello stabilimento non compatibile con il suo mansionario: «L’operaio è stato soccorso in un’area non adibita ad alcuna attività lavorativa - afferma Martellato -, accanto a un forno spento. Non solo: non doveva proprio essere in quella zona dello stabilimento, in quanto le sue mansioni lavorative erano localizzate altrove. Lo dico con il massimo rispetto per la tragedia e la massima vicinanza alla famiglia provata da un duro lutto. Per fare la necessaria chiarezza sarà indispensabile attendere i risultati dell’autopsia, che per ora non è ancora stata fissata. Voglio precisare che Lombardi non presentava alcuna contusione alla testa, le cause del decesso sono davvero incerte. Attendiamo anche le risultanze dello Spisal». Il sostituto procuratore Jacopo Augusto Corno, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo aperta poco dopo il decesso, attenderà la relazione dei tecnici specializzati nella sicurezza sul lavoro. In base al loro rapporto deciderà se procedere con iscrizioni nel registro degli indagati. Restano aperte molte ipotesi sulle cause del decesso dell’operaio. Potrebbero essere riconducibili anche a un malore, ma bisognerà spiegare le bruciature e le ecchimosi trovate in alcune parti del corpo. L’autopsia potrebbe rivelarsi fondamentale. •

Francesca Cavedagna
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