Bassano del Grappa

«Matteo forse vittima di un gioco troppo pericoloso»

Matteo Cecconi: aveva compiuto 18 anni lo scorso 8 marzo
Matteo Cecconi: aveva compiuto 18 anni lo scorso 8 marzo

«Matteo forse è rimasto vittima di un gioco più grande di lui». A un giorno dalla morte improvvisa di Matteo Cecconi, il promettente studente dell'Itis Fermi, trovato senza vita alle 11 di lunedì nella sua camera, papà Alessandro e mamma Antonella devono fare i conti con il dolore più grande che si possa provare nella vita: quello della perdita di un figlio. Hanno passato la notte e le ultime ore a cercare risposte per tentare di capire cosa sia successo a Matteo. Hanno scandagliato la sua camera, controllato il suo computer, solo per capire il perché di una tragedia tanto ingiusta e senza senso.

 

Tra i tutti i dubbi, che verranno risolti solo dalle indagini disposte dalla procura con il pubblico ministero Giovanni Pipeschi e l'autopsia sul corpo dello studente che verrà fissata a breve, se n'è affacciato uno di terribile: «Matteo nei giorni scorsi aveva comprato due confezioni di Maalox in una farmacia - spiega papà Alessandro - Non ne aveva mai fatto uso, quindi già questo è molto strano. Controllando le sue mail abbiamo visto che aveva anche acquistato del nitrito di sodio attraverso un portale internet. È una sostanza che si utilizza anche per il trattamento delle carni, di fatto un veleno potentissimo. Non sappiamo ancora bene che correlazione ci sia tra queste sostanze, ma abbiamo motivo di temere che Matteo, che di suo era un ragazzo estremamente curioso, abbia mischiato i due elementi per fare un gioco, forse con qualche suo compagno. Pensiamo addirittura che avesse già provato qualche giorno prima della tragedia, perché dalla scatola del medicinale mancava una compressa. Magari era andato tutto bene e lunedì ha scelto di riprovare. Temiamo che sia morto perché ha sbagliato le dosi del nitrito di sodio, temiamo che sia morto avvelenato da un cocktail micidiale, assemblato senza considerare il pericolo che stava correndo».

 

I genitori non riescono a capire. «Il nitrito di sodio si utilizza anche per i suicidi, ma non crediamo che questo fosse l'obiettivo di nostro figlio. Ovviamente non possiamo permetterci di avere alcuna certezza: Matteo era anche un ragazzo molto introspettivo, capace di grandi analisi interiori. Amava la filosofia. Tutto è possibile, ma i progetti che aveva e la tenacia con cui li portava avanti ci farebbero escludere un gesto estremo. Forse ha solo fatto un gioco più grande di lui».

 

Tra le tante paure dei genitori di Matteo, che aveva compiuto 18 anni lo scorso 8 marzo, c'è anche quella che i suoi coetanei possano emularlo: «Se fosse vero che tra i giovani esiste questo tipo di gioco, l'ultima cosa che vorremmo è che la storia di nostro figlio portasse altri ragazzi a provare quel tipo di sostanze - conclude Alessandro Cecconi - Vorrei invece che i giovani imparassero quanto è facile perdere tutto, per niente. Vorrei che stessero attenti, e che tutelassero la loro preziosa vita in tutti i modi possibili».

Francesca Cavedagna

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