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07.12.2019

«Voglio riabbracciare Luciano»

Luciano Zacchia con la moglie, l’avv.  Emanuela Marsan, durante uno dei loro viaggi in moto
Luciano Zacchia con la moglie, l’avv. Emanuela Marsan, durante uno dei loro viaggi in moto

«Lo aspettavo per giovedì, ci saremmo ritrovati a cena come sempre quando tornava a casa dai suoi viaggi di lavoro. Invece la sera prima mi è arrivata la telefonata più terribile della vita, quella che diceva che il mio Luciano non c’era più. Ci eravamo conosciuti nel ’98, facevo la cameriera in un ristorante di Camazzole per pagarmi gli studi di giurisprudenza, lui mi corteggiava molto, siamo usciti la prima volta perché avevo perso una scommessa. Per me non è stato un colpo di fulmine, lui però sapeva bene quello che voleva, mi diceva: “Abbi fede, prima o poi finirai nel sacco”. Aveva ragione, gli anni che abbiamo passato insieme sono stati i più belli che si possano desiderare. Era la mia metà, non sarò mai più completa senza il mio Re Mida». Emanuela Marsan, vedova di Luciano Zacchia, l’autotrasportatore di 50 anni residente a Marostica, deceduto lo scorso mercoledì in un’area di servizio vicino a Roma, schiacciato dalla motrice del camion che pare stesse riparando, parla con la voce strozzata da un dolore inconsolabile, inizia con una premessa: «Non chiedetemi nulla di quanto accaduto, non sappiamo niente nemmeno noi. il fratello di mio marito è ancora nel Lazio, deve ancora vedere la salma. Aspettiamo solo di poter riportare a casa il nostro Luciano. Posso raccontare chi era, so che a lui avrebbe fatto piacere». L’avvocato ricorda il grande impegno profuso nel “Consorzio Trasportatori Montegrappa”, di cui il marito era presidente: «L’ha completamente risollevato, portandolo a livelli che non erano mai stati raggiunti. Anche per questo i soci volevano molto bene a Luciano, lui era così: qualsiasi cosa toccava la faceva diventare oro, per questo lo chiamavo Re Mida». Poi la grande passione per la moto e i tanti viaggi fatti insieme: «La prossima estate voleva portarmi in Pakistan - spiega la moglie -. Io non ero molto convinta ma lui mi diceva sempre che non dovevo preoccuparmi, che finché era al mio fianco non avrei mai corso alcun pericolo. Adesso però non c’è più...». Luciano Zacchia, oltre alla moglie Emanuela, lascia mamma Maria, e i fratelli Claudio e Arianna. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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