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09.04.2019

«Un piano regolatore dei ripetitori telefonici»

Dibattito sulle antenne 5g a Marostica
Dibattito sulle antenne 5g a Marostica

Il 5G fa discutere. Dopo l’annuncio del sindaco di Marostica Matteo Mozzo dell’accordo firmato con la società Inwit del Gruppo Telecom Italia per l’installazione di un sistema Das (antenne e unità remote collegate con fibra ottica) che consentirà alla città di farsi trovare pronta all’arrivo in Italia della nuova frequenza di quinta generazione, sui social si è aperto il dibattito sui possibili rischi per la salute e l’ambiente provocati dalla nuova tecnologia che presto sarà installata nel centro storico e nell’area industriale a sud. Un gruppo di cittadini si è già attivato per chiedere all’Amministrazione di adottare un piano regolatore per monitorare il proliferare delle antenne. «Dal 2000 ad oggi - spiega il promotore Manuel Parise - siamo arrivati a circa 11 antenne telefoniche installate. Come sta avvenendo anche a Vicenza, già lo scorso settembre avevo chiesto al sindaco Mozzo di dotare il Comune di un piano regolatore, unico strumento attualmente previsto dalla legge per contrastare l’installazione selvaggia e senza alcun monitoraggio costante dei campi elettromagnetici per tutelare la salute delle persone. Con il piano regolatore le installazioni potranno seguire determinati criteri salvaguardando possibilmente le zone più sensibili, come scuole, ospedali, asili e zone residenziali». Sulla proposta di attrezzare il Comune di un piano regolatore delle antenne il primo cittadino Matteo Mozzo non ha voluto pronunciarsi, ma ci tiene a rassicurare chi ha espresso sui social la preoccupazione per i possibili effetti del 5G sulla salute, alla luce del dibattito che sta tenendo banco a livello nazionale. «Prima di mettere in campo questa operazione – commenta il sindaco – l’Amministrazione ha fatto le opportune verifiche, sia in materia ambientale che sanitaria, prendendo in considerazione le normative vigenti e le informazioni attualmente disponibili. Dal punto di vista ambientale si tratta di un sistema di piccole antenne e non di grandi strutture, quindi poco invasivo per il territorio. Dal punto di vista sanitario e di tutela rispetto alle emissioni potenzialmente dannose per la salute, gli impianti radio della tecnologia Das sono ad oggi quelli a più bassa emissione». «L’Europa – spiega il primo cittadino - ha fissato come limiti 20 volt/metro, ma l’Italia ha recepito una normativa più restrittiva di 7 volt/metro. La tecnologia Das si assesta sui 6 volt/metro, quindi al di sotto dei limiti di legge». «Lo stesso Istituto Superiore della Sanità - spiega ancora - ha chiarito che le nuove antenne 5G, per le loro caratteristiche, sono un pericolo ancora più remoto per la salute rispetto alle attuali tecnologie. E dal 2022 il 5G utilizzerà anche le stesse frequenze usate dai televisori, per le quali nei decenni non sono emersi rischi dimostrabili per la salute». «Alcuni gruppi di cittadini e associazioni chiedono lo stop per le reti di quinta generazione – aggiunge – Secondo noi, il vero rischio da considerare è quello di un eventuale ritardo nell’avvio del 5G, che è il futuro di tutte le reti di comunicazione. L’accensione della rete in Italia avverrà comunque, indipendentemente da Marostica. Abbiamo scelto di non farci trovare impreparati. Chi si doterà per primo della rete, sarà avvantaggiato dal punto di vista progettuale. E di progetti utili per la comunità ne abbiamo molti, in ambito turistico, industriale e nei servizi ai cittadini». «Il dibattito sui social – conclude – è stato aperto da persone che comunque utilizzano la tecnologia per comunicare il loro dissenso. Fino ad ora come Amministrazione abbiamo ricevuto molti consensi e richieste di collaborazione progettuale da parte di altre città». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

F.P.
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