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25.04.2019

Territori del Brenta, un siluro da Marostica

Marostica non ha mai aderito al marchio  Territori del Brenta
Marostica non ha mai aderito al marchio Territori del Brenta

È scontro tra Marostica e Bassano all’interno del Tavolo di marketing territoriale per il marchio d’area. Il sindaco marosticense lancia un dardo infuocato: «Il marchio d’area non dovrebbe essere l’ennesimo carrozzone da finanziare a beneficio di pochi». Oggetto della discordia l’imposta di soggiorno, che Marostica non è disposta a cedere al nuovo ente. «Pur essendo favorevoli alla collaborazione fra enti locali per il turismo – dichiara il sindaco di Marostica Mozzo – abbiamo sollevato perplessità soprattutto in merito alla gestione economica che fino ad ora non sono state chiarite». Il sostentamento dell’ente “Marchio d’Area” sarebbe previsto tramite il versamento di una parte dell’imposta di soggiorno, percentuale questa mai stabilita e conditio sine qua non da accettare a scatola chiusa nella sottoscrizione del protocollo d’intesa. Ritengo che ogni Comune possa trattenere la propria imposta di soggiorno e prevedere uno stanziamento di un adeguato capitolo di bilancio per il mantenimento del brand Territori del Brenta». Altro punto scottante la modalità di concessione del marchio. «Non è stato istituito un organismo di controllo che verifichi i requisiti e gli standard minimi per l’accesso al marchio – continua Mozzo – Ad oggi qualsiasi persona o azienda può scaricare il logo del marchio e utilizzarlo. Si tratta di una problematica delicata, di immagine e sostanziale». I “Territori del Brenta” potrebbero quindi presto perdere la scacchiera e nel frattempo e al riaguardo non è mancato il botta e risposta tra l’assessore uscente e candidato sindaco di Bassano Angelo Vernillo e il primo cittadino di Marostica. «Con nostro grande dispiacere - scrive Vernillo - , Marostica con la Lega ha abbandonato questo progetto». «Marostica – risponde Mozzo - non ha mai aderito formalmente e quindi non può nemmeno essersi ritirata. «Dal mio insediamento – precisa Mozzo - ho partecipato, assieme all’assessore Bianchin, a incontri personali con parte del direttivo e a tutti i tavoli pubblici. L’unico atto formale di questa Amministrazione è stata la comunicazione della decisione di non aderire al Protocollo di Intesa generico per la costituzione del Marchio d’Area Territoriale che riteniamo una complicazione dell’esistente quadro istituzionale, preferendo operare in organismi già attivi, come l’Ipa Pedemontana Veneta e l’Ogd Terre Vicentine. Non capisco come mai Bassano non prenda parte all’attività di realtà già attive e in avanzata fase progettuale. Bassano, città capofila, non ha ancora promosso le elezioni per l'individuazione del rappresentante Ipa all'interno della cabina di regia di Ogd Terre Vicentine, sostituendo l’ex assessore al turismo d di Marostica Mattesco, non più amministratore da gennaio 2018». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Floriana Pigato
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