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16.10.2019

«Pazienti dirottati», medico indagato

L’indagine dei carabinieri è coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova
L’indagine dei carabinieri è coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova

È accusato di aver “dirottato” i pazienti dalla sanità pubblica al suo studio privato. Per questo il dermatologo Lorenzo Lunardon, 72 anni, originario di Marostica, tra i fautori del Melanoma Day la giornata mondiale contro i tumori della pelle, che all'inizio aveva organizzato all'ospedale di Bassano, attualmente titolare di un prestigioso studio a Padova, è ora indagato per abuso d’ufficio. Stando alle contestazioni della Procura alcuni pazienti che arrivavano nel suo studio convenzionato con l’Usl 6 , se necessitavano di ulteriori accertamenti, venivano informati sui tempi di attesa: pressoché immediati nell’ambulatorio, in privato, e più dilatati con il Servizio sanitario. In almeno 6 casi accertati la prestazione - ritengono gli inquirenti - è stata pagata in nero, senza fattura. Abuso d’ufficio continuato è dunque il reato che il pubblico ministero Sergio Dini contesta al dottor Lorenzo Lunardon, con l’ambulatorio in via Gattamelata 2, all’angolo con via Facciolati, nella dependance di un palazzo storico. L’indagine è nata dalla segnalazione in Procura da parte di una paziente. Il suo esposto è stato verificato e ha permesso di portare alla luce altri cinque casi di persone che avrebbero pagato la prestazione ricevuta, senza la regolare fattura. Tutti soldi che sarebbero finiti, puliti, nella disponibilità del poliambulatorio Lunardon, quindi con ogni probabilità del medico stesso. Gli accertamenti sono stati delegati dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità. All’indagato è stata notificata la conclusione delle indagini preliminari pochi giorni fa e quindi ora ha la facoltà, entro 20 giorni di presentare memorie o di essere interrogato. Lunardon è difeso dall’avvocato Paolo Marson. «Non abbiamo ancora idea di cosa si tratti, aspetto con il mio avvocato di capire meglio le contestazioni» ha spiegato ieri il dermatologo. Chiamando il poliambulatorio al telefono si viene avvisati di rimanere in linea per le prestazioni in regime di libera professione, mentre di chiamare il martedì e il giovedì per le prestazioni in convenzione. La contestazione nel dettaglio è di «aver fatto soggiacere i pazienti che si rivolgevano nella sua struttura al trattamento di visite private, per cui gli stessi pagavano direttamente a lui, quale libero professionista, la parcella, nonché con l’ulteriore vantaggio patrimoniale di un pagamento “in nero” a fronte dell’omessa fatturazione». Le sei contestazioni (5 donne e un uomo) si riferiscono a fatti avvenuti tra il 2017 e il 2018. Il poliambulatorio Lunardon, come si legge nel sito Internet, vanta oltre 38 anni di esperienza e più di 10 mila pazienti seguiti. Numeri importanti che lo pongono tra le strutture convenzionate e private più frequentate della città. Oltre a Lunardon infatti vi lavorano una serie di medici specialisti. I pazienti che avrebbero pagato la prestazione “in nero” compaiono già nel capo d’imputazione e potrebbero essere citati, eventualmente dalla pubblica accusa come testi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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