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12.10.2019

Muore sei giorni dopo l’incidente

Silverio Maroso, la vittima
Silverio Maroso, la vittima

Investito a Marostica in bicicletta vicino a casa, muore dopo sei giorni di agonia. La procura di Vicenza apre un’inchiesta per omicidio stradale. Non ce l’ha fatta Silverio Maroso, l’ex impresario edile travolto da un’automobile una settimana fa in via Generale Dalla Chiesa. Il pensionato di 77 anni era in bici, mancavano poche decine di metri alla sua abitazione, quando è stato colpito da una Hyundai Matrix condotta da Mario Campagnaro, 78 anni, anch’egli residente a Marostica, che sarà indagato per omicidio stradale per stabilire che cos’è accaduto. L’auto, in fase di sorpasso, in base alla ricostruzione avrebbe urtato lateralmente il ciclista, forse sfiorandolo, ma l’impatto gli ha fatto perdere l’equilibrio. Maroso ha sbattuto la testa e non ha più ripreso conoscenza. Trasportato d’urgenza al San Bassiano, è stato poi trasferito con l’elicottero al Ca’ Foncello di Treviso, ma ieri i medici ne hanno dichiarato il decesso. La notizia si è sparsa in fretta a Marostica e a Vallonara, dove l’impresario era stimato da tutti. «Un uomo come ce ne sono pochi - racconta, anche a nome della famiglia, il migliore amico Gianbattista Minuzzo -. Era un grande amico degli alpini, era stato tra i principali costruttori della sede Ana di Vallonara. Cantava nel coro delle penne nere, faceva di tutto per aiutare il prossimo. Silverio era davvero un uomo dal cuore grande, viveva per la sua famiglia. Da quando era andato in pensione si teneva attivo con dei lavoretti, aspettava solo che anche la moglie Assunta andasse in pensione, così si sarebbero presi cura dei nipotini Filippo, Anna e Beatrice, che amava sopra ogni cosa». La consorte e i figli Andrea ed Elena sono disperati. Ieri la loro abitazione di via Belfe è stata raggiunta da amici e parenti. I famigliari hanno dato l’autorizzazione alla donazione degli organi. Il giorno dell’incidente Maroso tornava a casa dopo delle commissioni. I familiari sono stati tra i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente. La speranza che l’impresario potesse farcela non era mai venuta meno, nonostante le sue condizioni fossero critiche. Ora si attende il nullaosta della Procura per fissare la data dei funerali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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