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14.01.2020

Muore a 55 anni stroncato da malore

Giovanni Scanagatta, trovato privo di vita nella sua abitazione
Giovanni Scanagatta, trovato privo di vita nella sua abitazione

Tragedia a Pianezze, disabile di 55 anni trovato morto nel suo letto. L’allarme è partito poco dopo le 8 di ieri dagli assistenti domiciliari del Comune, che avevano raggiunto la sua abitazione di via Tenente Lorenzon per aiutarlo a farsi il bagno ma non avevano ottenuto risposta. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Bassano, che dopo aver aperto il portoncino d’ingresso lo hanno trovato esanime nella camera da letto. Ormai per Giovanni Scanagatta, molto conosciuto in paese, attivo da sempre anche nello sport e nel volontariato con gli alpini, non c’era più nulla da fare. All’origine del decesso sembra esserci un malore fatale. La salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale San Bassiano, dove resta a disposizione della procura di Vicenza: non è escluso che vengano disposti accertamenti autoptici. Ieri mattina gli assistenti domiciliari di Pianezze hanno suonato più volte al campanello dell’appartamento di Scanagatta per il solito appuntamento settimanale. Il 55enne, sempre puntuale, stavolta non ha aperto e non ha nemmeno risposto al telefono cellulare. Gli assistenti domiciliari si sono preoccupati e hanno avvertito i pompieri, che hanno forzato la porta d’ingresso. Il disabile era disteso a letto, senza vita ormai da ore. Immediato anche l’intervento degli agenti della polizia locale di Marostica e del sindaco del paese, Luca Vendramin. Giovanni Scanagatta era molto conosciuto, in tanti lo stimavano per la grande forza di volontà che aveva dimostrato dopo il terribile incidente di cui era stato vittima più di 20 anni fa, quando era caduto da una pianta, riportando gravissime lesioni alla colonna vertebrale. Da quel momento era costretto su una sedia a rotelle. Lui però non si era mai fatto abbattere da quel dramma. «Teneva moltissimo alla sua indipendenza - spiega anche il primo cittadino - era un uomo molto forte, aveva attrezzato tutta la sua abitazioni con impianti domotici che gli permettevano di essere completamente autonomo. Guidava l’auto, sulla quale saliva da solo grazie a una pedana speciale. Stava anche per comprarne una nuova. In paese lo stimavamo tanto, non è da tutti reagire così invece Giovanni non si era mai dato per vinto, riusciva a condurre una vita assolutamente normale, il Comune gli dava una mano, ovviamente, ma lui teneva tanto alla sua indipendenza, per questo viveva solo». Del decesso sono stati avvisati anche i fratelli, accorsi da Thiene, dove risiedono. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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