Altopiano

Manca l'acqua, le mucche lasciano gli alpeggi con due mesi d'anticipo

Mucche al pascolo in Altopiano in un'immagine d'archivio
Mucche al pascolo in Altopiano in un'immagine d'archivio
Mucche al pascolo in Altopiano in un'immagine d'archivio
Mucche al pascolo in Altopiano in un'immagine d'archivio

Manca l’acqua in altura a causa della siccità, e così ai primi giorni di agosto verrà anticipata di circa due mesi la transumanza delle vacche da latte di Malga Serona, realtà gestita dalla famiglia Nicoli ai piedi dell’Altopiano. La «demonticazione», ovvero il  trasferimento dei capi dai pascoli in quota alla pianura, in Altopiano è prevista tradizionalmente a fine settembre, ma quest’anno ha ottenuto il via libera dai forestali in anticipo. Le condizioni climatiche e ambientali sono sfavorevoli per procedere la stagione con le vacche da latte.

«L’assenza di pioggia e la scarsa neve di questo inverno, che non ha permesso di generare scorte di acqua - spiega Davide Nicoli, 32 anni, gestore malghese - hanno portato a un consumo eccessivo dell’erba: la vacca mangia un’erba che, a causa della scarsità di acqua, dell’eccessivo sole, del troppo vento, non riesce a ricrescere. Tutto, nella stagione estiva, dipende da un pascolo fertile, da pozze d’acqua piene, dai fiori che crescono, elementi che quest’anno non abbiamo».

Il terreno dei pascoli asiaghesi è carsico, privo di fonti d’acqua superficiali, per cui l’esposizione a valle completamente al sole, le temperature elevate, il ritorno delle vacche in pianura si fa inevitabile. La famiglia Nicoli, anche a causa del mancato allacciamento all’acquedotto, ha dovuto risolvere l’approvvigionamento idrico con il trasporto di cisterne d’acqua in malga per poter abbeverare le vacche che, di fronte simili temperature, ne richiedono un maggior quantitativo. Questo si ripercuote anche nella produzione del latte, che da 12 quintali al giorno è sceso a 8. Cala, in proporzione, anche la produzione di formaggio e la qualità. Da agosto così le 52 vacche da latte - razza rendena per la maggior parte, ma anche pezzata rossa italiana, qualche individuo frisone e qualche meticcio - rientreranno in stalla a Bressanvido. Torneranno a mangiare la loro razione invernale, a temperature a cui non sono abituate.

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