Il dramma

Colto da malore, muore nel tragitto verso l'ospedale

La tragedia è accaduta ieri: il 59enne è stato colpito da un malore fatale, mentre era in macchina con la convivente che stava correndo all'ospedale San Bassiano.

È stato colpito da un malore fatale, mentre era in macchina con la convivente che stava correndo all'ospedale San Bassiano, per fargli avere le cure di cui aveva bisogno. Ha perso la vita così, Adriano Ferrassi, 59 anni, residente a Marostica, soccorso nel pomeriggio di ieri, 26 novembre, in via Montello, dove la compagna aveva accostato per chiamare i sanitari del 118, quando ha capito che le condizioni dell'amato si erano fatte troppo gravi.

I sanitari dell'ospedale San Bassiano, arrivati in una decina di minuti, non hanno potuto far altro che constatare il decesso: inutili i tentativi di rianimazione praticati per oltre mezz'ora. Del fatto è stata informata la procura di Vicenza, allertata dai carabinieri che hanno avviato i controlli di rito.

Il malore e poi la morte durante la corsa all'ospedale

Tutto è avvenuto nel pomeriggio di ieri. Erano circa le 17 quando la compagna di Ferrassi, ha visto che il convivente era stato colpito da un grave malore, l'ha caricato in macchina per condurlo all'ospedale San Bassiano, nella speranza di ottimizzare i tempi di soccorso. La coppia è partita dalla residenza di via Beato Lorenzino, proprio durante il tragitto, però, le condizioni del 59enne si sarebbero aggravate in maniera irreversibile, tanto che la fidanzata avrebbe accostato per confermare l'allarme al 118. Immediato l'intervento dei sanitari, arrivati in via Montello, dove l'auto si era fermata.

I medici, nonostante gli sforzi ripetuti per rianimare Ferrassi, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. A Marostica, insieme ai sanitari, sono intervenuti anche i carabinieri e il magistrato di turno che ha rilasciato il nullaosta. La morte sarebbe sopraggiunta per un grave e improvviso attacco cardiaco. Le date delle esequie saranno rese note nelle prossime ore. Ferrassi lascia nel lutto i famigliari e tanti amici, che gli volevano bene e lo stimavano.

Francesca Cavedagna