Roana

L’Ulss 7 ha dato lo sfratto alla Clinica riabilitativa di Mezzaselva

L’edificio di Mezzaselva oggi è occupato da una struttura privata
L’edificio di Mezzaselva oggi è occupato da una struttura privata
L’edificio di Mezzaselva oggi è occupato da una struttura privata
L’edificio di Mezzaselva oggi è occupato da una struttura privata

Nuove difficoltà nella storia tormentata dell’ex istituto elioterapico di Mezzaselva di Roana, oggi Clinica riabilitativa di Mezzaselva. La prossima settimana alla struttura sanitaria privata sorta nel 2016 ci sarà il secondo accesso dell’ufficiale giudiziario, azione che segue la notifica del “avviso di sloggio” e preavviso di rilascio, in seguito alla vertenza in corso tra la clinica e l’Ulss 7 per morosità: il canone di affitto sarebbe di 186 mila euro annui e i mancati pagamenti andrebbero avanti però da ben più di un anno.
«Già la settimana scorsa l’Ulss 7 ha consegnato alla società che ha attualmente in gestione la struttura un avviso di sfratto, che diventerà esecutivo il 30 maggio - indica l’azienda sanitaria, proprietaria dell’immobile - Entro quella data i locali dovranno essere liberati da ogni mobilio e attrezzatura. I pazienti attualmente all’interno della struttura sono sette, di cui tre residenti in territori di competenza di altre aziende socio-sanitarie ed erano già previste le loro dimissioni entro il 25 maggio - prosegue l’Ulss 7, che però garantisce per i pazienti, non solo per quelli di competenza dell’Ulss Pedemontana - In caso di necessità, e al fine di assicurare la massima tutela dei pazienti, siamo comunque disponibili a valutare la necessità di un eventuale ricovero all’interno di una nostra struttura al fine di permettere la conclusione del ciclo di riabilitazione previsto per il ricoverato». L’annuncio del secondo accesso dell’ufficiale giudiziario non necessariamente porterà allo sfratto esecutivo: potrà essere infatti deciso un rinvio da parte dell’autorità giudiziaria. Caso che la clinica auspica.

«Se è vero che c’è una morosità degli affitti, è altrettanto vero che siamo ancora in attesa di una risposta da parte della Regione della nostra offerta d’acquisto sull’immobile che la Regione da tempo ha deciso di alienare - illustra il direttore sanitario, prof. Ambrogio Fassina - All’interno di questa offerta c’è anche una parte riguardante gli affitti arretrati. In attesa di un responso abbiamo anche fatto una proposta di parziale rientro, respinto senza nessun tentativo di mediazione da parte dell’Ulss 7, nonostante in questo tempo abbiamo sostenuto le spese di mantenimento, “risparmiando” all’Ulss quasi 200 mila euro.

Una mancanza di negoziazione che provoca dispiacere sia per i pazienti presenti, per quelli in lista, per i dodici dipendenti e per l’indotto che comunque abbiamo generato. Restiamo comunque speranzosi che si possa arrivare a una conclusione soddisfacente per tutti: noi siamo pronti a riaprire e così a proseguire con il nostro progetto, che non è in concorrenza con il servizio pubblico bensì lo completa, fornendo ai pazienti quelle necessità che il pubblico non riesce a fornire».

Sulla questione, il sindaco di Roana, Elisabetta Magnabosco, afferma: «La questione ci coinvolge solamente di riflesso in quanto l’immobile non è di proprietà comunale - spiega - Chiaramente stiamo seguendo l’evolversi della vicenda in quanto l’azienda sussiste sul nostro territorio e vede alcuni altopianesi impiegati nella struttura. L’auspicio è che si possa trovare una soluzione soddisfacente per tutti».

 

Gerardo Rigoni