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12.10.2019

L’Europa: «Il lupo non va eliminato»

Un esemplare di lupo filmato pochi giorni fa mentre attraversa la strada a Enego, in via GrottoleaL’europarlamentare Mara Bizzotto
Un esemplare di lupo filmato pochi giorni fa mentre attraversa la strada a Enego, in via GrottoleaL’europarlamentare Mara Bizzotto

«Controllare la presenza del lupo anche attraverso abbattimenti». Da tempo la questione viene discussa anche all’interno dei convegni sul tema che si susseguono, come quello organizzato recentemente a Roana dalla Confederazione agricoltori italiani. Ad occuparsene di recente è stata anche l’Europa: la questione è stata discussa in commissione europea grazie a un’interrogazione dell’europarlamentare bassanese Mara Bizzotto. «Nel solo Veneto - ha detto a Bruxelles - l’anno scorso 575 capi di bestiame sono stati uccisi, feriti o dispersi anche vicino a centri abitati e in zone turistiche, rappresentando un rischio alla sicurezza pubblica». Secondo Bizzotto, «il lupo non è più a rischio estinzione e la sua rapida proliferazione mette a rischio la biodiversità e le attività socioeconomiche montane». Chiede quindi alla commissione europea «se si procederà alla revisione dello status di specie protetta del lupo e se si individueranno delle aree ad alta intensità zootecnica (come l’Altopiano dei Sette Comuni) precluse al lupo per consentire il proseguimento delle attività umane non compatibili con la presenza del carnivoro». Proprio nei giorni scorsi è giunta la risposta del commissario europeo per l’ambiente Karmenu Vella. «Un recente controllo sulle direttive di tutela - le sue parole - ha concluso che restano adeguate allo scopo pertanto non si prevedono modifiche alla direttiva». Vella però ha aperto uno spiraglio verso la possibilità di abbattimenti selettivi sottolineando che «in circostanze specifiche è possibile ricorrere al controllo letale, che però deve essere valutato caso per caso. Non possono però esserci zone di eradicazione del lupo: ci sono alternative per prevenire i danni e le zone di esclusione potrebbero deteriorare il suo stato di conservazione». Anche la Corte di giustizia europea si è pronunciata sulla vicenda, confermando che «la caccia come mezzo di controllo della popolazione di specie tutelate è compatibile con le leggi europee». Per il presidente dell’Unione montana Emanuele Munari si tratta di pronunciamenti utili. «Sicuramente potranno sostenere eventuali necessità di abbattimenti - commenta -. Certo, nessuno vuole uccidere questi animali a loro modo affascinanti, però qualora un esemplare fosse troppo “confidenziale” credo possa essere un mezzo utile per ridurre i danni e soprattutto le tensioni che il lupo genera anche tra allevatori ed enti locali e regionali». Intanto, a Enego di recente sono stati predati una capra e un agnello. I lupi hanno preso di mira un piccolo allevamento amatoriale di un veterinario nonostante gli animali fossero protetti da un recinto elettrico. Quest’ultima predazione porta ad oltre 200 le predazioni avvenute sull’Altopiano quest’anno. Il Club alpino italiano, attraverso il suo Gruppo di lavoro sui Grandi Carnivori, ha indetto il premio "Sulla via della coesistenza", rivolto agli allevatori che operano nel territorio montano italiano e che mettono in atto buone pratiche di allevamento per mitigare il conflitto con il lupo e cercare un percorso di coesistenza. Un premio che diventa anche un contenitore di adattamenti comportamentali degli allevatori e di mezzi di prevenzione utilizzati che possono così aiutare anche chi è ancora in “lotta” con il lupo a tutela dei propri animali. In palio ci sono dieci premi da 500 euro dagli introiti della mostra “Presenze silenziose - ritorni e nuovi arrivi di carnivori nelle Alpi” e dalle offerte raccolte grazie alla distribuzione dell'opuscolo a corredo della mostra. Possono partecipare allevatori professionali e amatoriali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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