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12.01.2020

In cammino per la pace e per la Terra

Il corteo del Cammino di Pace in piazza Libertà. Oltre 1500 persone vi hanno preso parte. FOTO DI GIANCARLO CECCON “Solchi di Pace”, il tema del Cammino 2020
Il corteo del Cammino di Pace in piazza Libertà. Oltre 1500 persone vi hanno preso parte. FOTO DI GIANCARLO CECCON “Solchi di Pace”, il tema del Cammino 2020

Uno sguardo ai venti di crisi che spirano dal Golfo Persico «in considerazione dei quali questo momento diventa molto importante», uno alla casa comune, la Terra «che chiede aiuto mentre noi continuiamo a ferirla»; l’abbraccio tra le religioni e più di 1500 persone ieri al cammino che sul tema “Solchi di Pace” ha unito S. Maria in Colle e villa Angaran San Giuseppe. Un cammino tenuto a battesimo poco più di una settimana fa da padre Alex Zanotelli e partito «nel luogo in cui la città si è riconosciuta comunità per la prima volta oltre mille anni fa», come ha ricordato l’abate don Andrea Guglielmi. Un cammino animato come consuetudine dagli scout a centinaia e segnato dalla presenza dei giovani dei Fridays for Future. Ai quali è stato riservato il brolo di palazzo Bonaguro, per un flash mob nel quale hanno mostrato come potrebbe apparire il parco se qualcuno lo trasformasse in un parcheggio. «I solchi sono il segno di chi vuole lasciare una traccia – ancora don Guglielmi – ma anche di chi attraversa le terre alla ricerca di un futuro migliore, e sono le ferite che noi, sulla Terra, lasciamo». E dopo il saluto dell’Amministrazione con il quale la consigliera comunale Lucia Fincato si è augurata «una città di pace, solidarietà, dialogo e democrazia» la parola è passata ai rappresentanti delle religioni. I sacerdoti cattolici e l’imam, il pope ortodosso e il pastore evangelico insieme nel segno di un progenitore comune, Noè, legato a un atto di rivolta del Creato come il diluvio e a simboli di pace come la colomba e il ramo d’ulivo. «Noè è nella Bibbia ed è nel Corano – ha detto l’abate –e condividerne la storia con gli amici musulmani significa dare forza alle nostre radici. In particolare, Noè ci invita a riflettere sulle cause del diluvio e sulla distruzione del pianeta che parte dalla distruzione del cuore dell’uomo». Così, le parole della “Laudato si’” di papa Francesco hanno aperto la riflessione chiusa dal commento a un passo del Corano, ancora legato a Noè, scelto dall’imam Ezzedine Ftnassi. «Non lasciamo che la Terra, la nostra Arca, prosegua il viaggio senza di noi – ha detto il rappresentante della comunità islamica della città – e non lasciamoci abbattere da chi vorrebbe mettere in ridicolo l’attenzione per la nostra casa comune». E se il pastore evangelico, Davide Ollearo, ha evidenziato che «l’essere umano è una delle creature di Dio, non l’unica. E come le altre è chiamato a rispettare il patto di cura del Creato, cambiando modo di pensare e agire», il pope ortodosso romeno, padre Cristian Manasturean ha invitato a «camminare tutti insieme per la pace, la riconciliazione e il perdono». Poi, il cammino, toccando alcuni luoghi simbolo della città come viale dei Martiri, S. Francesco, il Ponte, San Donato, il brolo adottato dai Fridays for Future e il Lungobrenta fino a villa Angaran. Sacerdoti e laici, credenti e agnostici, attivisti storici per ambiente e diritti e ragazzi alla loro prima manifestazione. Famiglie con bimbi che hanno colto l’occasione per giocare, adulti ai quali il Cammino offre ogni anno l’occasione per rivedersi. Nessuna bandiera di partito durante il corteo, al massimo qualche fazzolettone da esploratori, per provare a cambiare il mondo un passo dopo l’altro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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