Bassano del Grappa

Fanghi, odori nauseabondi e carta igienica: le rive del Brenta come fogne

Il ratto dipinto da alcuni writers in una delle cloache che scaricano nel Brenta. FOTO CECCON
Il ratto dipinto da alcuni writers in una delle cloache che scaricano nel Brenta. FOTO CECCON

Bassano in primavera. C'è  il lungofiume per passeggiare. Sul lungofiume ci sono gli scolmatori delle acque nere. Uno ogni chilometro, anche a ridosso del centro storico. Quando il sentiero incrocia le canalette rivela un museo degli orrori fognari, in bella vista sulle rive. Ora sono brandelli di carta igienica o di qualunque altra cosa gettata nei sanitari, ora odori nauseabondi, ora fanghi nerastri.

 

Brandelli di carta igienica “addobbano” gli arbusti (Foto Ceccon)
Brandelli di carta igienica “addobbano” gli arbusti (Foto Ceccon)

 

A pochi metri dalla passeggiata, dove nel fine settimana transitano i turisti o, a sud del centro, dove si punta a farli passare da qui a breve. Il problema degli scolmatori che deviano in Brenta le acque nere quando la pioggia sovraccarica la rete fognaria, risale almeno a una decina di anni fa. All’epoca i vertici della Lega Nord, in testa l’allora capogruppo in consiglio comunale Luciano Todaro, avevano organizzato un’autentica spedizione, con tanto di documentazione fotografica e media al seguito. Tra il centro storico e il terzo ponte era emerso un campionario da far accapponare la pelle. Lo stesso che si riscontra ancor oggi.

Lorenzo Parolin