CHIUDI
CHIUDI

26.05.2019

«Evasione fiscale da mezzo milione» Dentista segnalato

Accertamenti tributari eseguiti dalla guardia di finanza
Accertamenti tributari eseguiti dalla guardia di finanza

Non avrebbe dichiarato compensi per oltre mezzo milione di euro. La presunta evasione fiscale sarebbe stata attuata sia attraverso l’assunzione ingiustificata della moglie che gonfiando l’affitto del poliambulatorio dentistico di Romano d’Ezzelino, nel quale, sempre secondo gli addebiti mossi nei suoi confronti dagli inquirenti, avrebbero lavorato in nero almeno quattro collaboratori. È quanto contestato, al termine delle indagini fiscali svolte dai militari del nucleo della polizia economico-giudiziaria della guardia di finanza di Vicenza, al medico odontoiatra Stefano Gamba, 49 anni, bassanese, titolare dell’avviato poliambulatorio Cristallo Sas, al civico 40 di via Isonzo, nella frazione di Fellette a Romano d’Ezzelino. Sono accuse che in questa fase il dentista respinge con forza, fiducioso di poter dimostrare la correttezza del suo operato o comunque di ridurrevle presunte irregolarità. Queste ultime si riferirebbero al periodo che va dal 2014 al 2018. All’avvio della verifica le Fiamme gialle avrebbero acquisito numerosa documentazione, tra cui comparirebbero anche cartelle dei pazienti e prospetti di visite riguardanti prestazioni effettuate senza fattura, insieme a compensi erogati a lavoratori irregolari. Dagli ulteriori accertamenti in materia di rispetto delle norme sul lavoro, secondo la Finanza, è emerso che nel poliambulatorio sarebbero stati impiegati 7 lavoratori irregolari, di cui quattro in nero e altri tre per i quali non sarebbero stati dichiarati gli straordinari. Al momento delle indagini sarebbe risultata irregolare anche la posizione lavorativa della moglie del dentista, titolare di un contratto a chiamata che gli investigatori ritengono fasullo. Secondo gli uomini del tenente colonnello Sergio Demichelis, lo stratagemma adottato dal professionista si basava su una duplice attività lavorativa. Gamba sarebbe stato il titolare sia dell’ambulatorio dentistico che della società locatrice dei locali utilizzati per l’attività medica, società che sarebbe poi risultata di fatto non operativa, e di cui il dentista avrebbe detenuto il 99 per cento delle quote. Il professionista avrebbe alleggerito il carico fiscale ingigantendo a suo piacimento l’importo dei canoni di locazione del poliambulatorio. Contemporaneamente, con l’assunzione della moglie e l’apparente ingiustificata progressione della retribuzione, sarebbero state ottenute risorse finanziarie poi dirottate alla società dentistica. Tale condotta, è l’ipotesi d’accusa, avrebbe permesso a Gamba di diminuire in modo sostanziale le tasse dovute al fisco. L’attività ispettiva e le indagini finanziarie si sono concluse con la segnalazione di compensi non dichiarati e una base imponibile Irap sottratta a tassazione, dal 2014 al 2017, per poco meno di 500 mila euro; col riconoscimento di spese in nero per circa 15 mila euro; e, solo per l’esercizio finanziario del 2018, con la contestazione di corrispettivi non contabilizzati né registrati per oltre 3 mila euro. Stefano Gamba, difeso dall’avvocato del foro di Padova, Davide Druda, respinge le accuse ed è convinto di dimostrarlo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1