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23.08.2019

Edifici comunali La manutenzione salasso da 3 milioni

Una veduta del centro di Bassano. FOTO CECCON
Una veduta del centro di Bassano. FOTO CECCON

Un “piano Marshall” bassanese per valorizzare immobili storici e aree monumentali di proprietà del Comune e cercare risorse per la manutenzione, che costa al bilancio tre milioni di euro l’anno. Lo lancia il vicesindaco Roberto Marin convocando per l’autunno gli stati generali di tutte le realtà cittadine interessate al tema. «Il Comune ha un patrimonio di centinaia di edifici – commenta Marin – quasi tutti di valore artistico rilevante. Il dramma è che molti sono chiusi o sottoutilizzati: si tratta di un tesoro che avremmo a portata di mano ma che non sappiamo valorizzare». Il riferimento è a complessi come palazzo Pretorio, primo municipio (e tribunale) della città in epoca medievale, oggi ridotto a magazzino, o agli stabili che fiancheggiano via Porto di Brenta. Stabili che dopo la chiusura del progetto di riqualificazione “Piazza di Brenta”, un anno fa, sono rimasti inutilizzati. «Penso anche alle mura del castello – prosegue Marin – alla chiesetta delle Grazie e a immobili in periferia o nelle frazioni, come alcune malghe di Rubbio, restaurate pochi anni fa e subito chiuse». Un’inerzia destinata a portare al deperimento degli stabili e alla crescita esponenziale delle spese di manutenzione. «Per tenere in vita tutto il patrimonio immobiliare comunale – precisa l’assessore – serve ogni anno una somma compresa tra il cinque e il sette per cento del bilancio». Tradotto in cifre, dai due milioni e mezzo ai tre milioni e mezzo di euro l’anno. «Le precedenti amministrazioni ci hanno ricordato più volte di aver ridotto il debito del Comune – evidenzia Marin -, ma se procedo senza investire, solo a colpi di tagli, finisce che tolgo ossigeno alla vita della città e mi limito solo a rinviare il momento nel quale i conti da pagare si presenteranno tutti in una volta». Da qui l’idea di convocare in autunno un’assemblea delle realtà interessate alla valorizzazione: associazioni culturali ed enti pubblici, soprattutto, ma anche realtà economiche. «Ci vorrà ancora qualche settimana per completare il censimento degli immobili di valore – spiega Marin – ma una volta che avremo chiara la situazione potremo sederci a un tavolo con tutti gli interessati». E capire che cosa andrà valorizzato e che cosa, invece, alienato; che cosa andrà gestito direttamente dal Comune e che cosa in convenzione. «Alcune associazioni già si sono prese in carico l’apertura e le piccole manutenzioni di edifici storici – chiude Marin - . Sono encomiabili ma non possiamo permettere che il peso gravi tutto sulle spalle e sulla buona volontà di nostri concittadini. Ci vuole un piano complessivo che detti tempi e obiettivi, sostenga l’iniziativa privata con il supporto pubblico e aiuti a raggiungere le risorse necessarie». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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