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21.09.2019

Donazzan attacca «Nessun patrocinio

Un laboratorio per bambini in una foto d’archivio
Un laboratorio per bambini in una foto d’archivio

«Non mi risulta nessun patrocinio della Regione al laboratorio di lettura che promuove temi “gender”. Quando ho visto i volantini, con tanto di simbolo della Regione vicino a frasi e disegni equivoci, sono saltata sulla sedia e ho fatto tutte le verifiche del caso: non risultano ai nostri uffici richieste di patrocinio, né risulta inviato il materiale promozionale per i controlli che si fanno sempre prima di diffondere le campagne di promozione». Non usa mezzi termini l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan per esprimere la propria contrarietà al ciclo di laboratori “Facciamone di tutti i colori!”, il primo dei quali è in programma oggi alle 16.30 al campiello del centro anziani, a lato di via Da Ponte. L’iniziativa si sostanzia in un paio d’ore di lettura e disegno rivolte ai bambini in età prescolare e – da volantino – è aperta a “famiglie di tutti i tipi”. Una precisazione, quest’ultima, che ha sollevato le perplessità di Fratelli d’Italia, scatenando il dibattito in città. L’assessore Donazzan ha avviato nelle ultime ore dei controlli negli uffici regionali. «Sono decisa ad andare fino in fondo – rilancia – e se saranno verificati un uso improprio del simbolo regionale, o una comunicazione non esaustiva rispetto ai contenuti del laboratorio, qualcuno ne risponderà, se necessario anche di fronte ai magistrati». Va da sé che se i responsabili del laboratorio si fossero rivolti direttamente all’assessore Donazzan, avrebbero ottenuto un “No” secco. «Non ho nessun problema a dire che con me queste cose non passano – evidenzia – e i miei collaboratori in assessorato lo sanno bene. Non passano, anche per una ragione di coerenza politica perché, se qualcuno ancora lo ignora, il Veneto è governato dal centrodestra». Centrodestra che, precisa Donazzan, ha una posizione precisa in merito alla famiglia: «Lo abbiamo dimostrato – rimarca - approvando con voto del Consiglio regionale il patrocinio al convegno di Verona della scorsa primavera, quello sì chiesto nei tempi e nei modi appropriati». Di conseguenza, sostenere “d’ufficio” iniziative opposte alle posizioni del governo regionale, secondo l’assessore, significherebbe sconfessare un complessivo sistema di valori, politici e morali. «Non può esistere in alcun modo – rilancia – un’adesione acritica a iniziative chiaramente ideologiche, come se si trattasse di proposte neutrali, l’adesione alle quali sia un atto dovuto. Per noi non esistono famiglie “di tutti i tipi”: la famiglia è una sola, quella formata da un uomo e una donna, e se i sostenitori del gender hanno qualche dubbio, vadano a leggersi che cosa dice la Costituzione sulla “società naturale fondata sul matrimonio”». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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