L'omelia

Don Veronesi: «Michele, hai insegnato la bellezza di vivere»

Palloncini bianchi per i funerali di Michele Merlo (Foto Ceccon)
Palloncini bianchi per i funerali di Michele Merlo (Foto Ceccon)
Palloncini bianchi per i funerali di Michele Merlo (Foto Ceccon)
Palloncini bianchi per i funerali di Michele Merlo (Foto Ceccon)

«Ora, caro Michele, con la nostra fede e con la nostra preghiera apriamo le nostre mani e le eleviamo in alto così che tu, piccola ed ora forte rondine, possa senza paura raggiungere volando felice le mani di Dio pronte a custodirti nel suo immenso amore». È uno dei passaggi dell’omelia di padre Carlo Maria Veronesi, della Diocesi di Bologna, che sta officiando i i funerali di Michele Merlo.
«Da lì accompagnaci tutti, perché possiamo far volare nel bene più bello e prezioso la nostra esistenza quaggiù - aggiunge il sacerdote - . Senza paura e senza spegnere la bellezza di vivere, in tutti i suoi momenti, che tu ci hai insegnato». Don Veronesi sottolinea che «oggi noi vogliamo con la nostra preghiera che tutto il cammino umano ed artistico di Michele gli permetta di raggiungere la pienezza; quella pienezza che Michele nelle sue canzoni affermava di ricercare». «Ci ammonisce Michele in una sua canzone dicendo: "Non vedi ch’ è tutto
spento? Hanno spento tutte le luci. Pure quelle che ho dentro". Dio invece - rileva il sacerdote - continua ad accompagnare il nostro cammino, la nostra strada e continua ad illuminarci dicendoci che egli è anche oggi qui con noi».

Alla platea, fatta di molti giovani, che assiste muta alle esequie, don Veronesi porge una riflessione. «Riteniamo che la vita sia pensare a se stessi, ai propri orticelli e ad essere come diceva Papa Francesco ai giovani, "seduti sul divano". Invece il nostro cammino per raggiungere la saggezza di Dio passa attraverso ogni nostro gesto verso gli altri; ogni nostro gesto semplice, autentico, disinteressato, verso chi abbiamo accanto ed anche verso chi non conosciamo ma ci chiede una parola, un conforto, un aiuto». «In questi giorni ha notevolmente colto la mia attenzione il racconto di alcuni fan di Michele che trovavano nelle sue risposte alle loro paure, difficoltà e sofferenze, molto conforto ed aiuto per continuare a camminare nella vita - rileva -. Michele lascia anche a noi quest’esempio».

L’omelia si chiude con un invito: «Non ci scoraggiamo e non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne».

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