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21.03.2019

Declassati l’Oncologia e il laboratorio analisi Più prestigio a Ortopedia

L’ospedale cittadino sarà riorganizzato dalle schede regionaliUna camerata del San Bassiano: quattro i reparti che scenderanno di livello FOTO  ARCHIVIO-CECCON
L’ospedale cittadino sarà riorganizzato dalle schede regionaliUna camerata del San Bassiano: quattro i reparti che scenderanno di livello FOTO ARCHIVIO-CECCON

L’Oncologia non sarà più “unità operativa complessa”, non sarà cioè quello che, nella vulgata popolare, si definisce reparto. Scende di livello. Diventa “unità semplice”. In altre parole, il San Bassiano perde il primariato. L’attività resta, sia chiaro. Ma come servizio-satellite di Santorso, che acquisisce il ruolo di centro di riferimento. A Bassano non ci sarà più nemmeno un laboratorio analisi strutturato. Anche qui provette e vetrini rimangono ma il reparto viene declassato per assumere lo status inferiore di unità semplice. Anch’essa nell’orbita di Santorso che potrà disporre invece del primariato e dirigere le operazioni come centro gravitazionale dell’intera Ulss 7. Idem per l’Anatomia patologica. E Santorso si prende pure la direzione, alias il primariato, della Medicina trasfusionale, lasciando a Bassano la succursale dell’unità semplice. Sono queste le «sentenze di primo grado» delle schede ospedaliere varate dalla giunta regionale e ora all’esame della Quinta commissione di palazzo Ferro Fini, che potrà proporre correzioni e modifiche. Anche il San Bassiano deve fare i conti con il processo di fusione e cedere qualcosa a Santorso, in passato Ulss antagonista e oggi unita dal matrimonio per procura imposto dalla riforma del 2016 che ha ridotto da 21 a 9 il numero delle aziende sanitarie venete. Bisogne precisare comunque che a fronte di alcuni ridimensionamenti, pur in tempi di vacche magre, l’intelaiatura di base dell’ospedale resiste. Le novità, però, non finiscono qui. Altre sorprese spuntano nelle schede che dettano quella che, nei prossimi 5 anni, sarà l’organizzazione dell’ospedale di Bassano. La prima riguarda la tanto invocata (da parte dei sindaci) emodinamica anti-infarto coronarico full time. Un reparto, in effetti, salva-vita, strategico. Ebbene, le schede riconoscono alla cardiologia del San Bassiano una unità dipartimentale di emodinamica ad indirizzo internistico ma parla (a differenza di Santorso dove si specifica l’operatività h24) di elettrofisiologia (il laboratorio delle aritmie cardiache) e di interventistica programmata. Una dizione che escluderebbe a priori l’urgenza. E, quindi, il servizio h24. Mistero fitto. O, quanto meno, una “formula” ermetica da chiarire. La seconda, sorprendente, scoperta è che scompaiono (letteralmente) i posti-letti della Psichiatria. Una soluzione né annunciata né attesa. Due centri di salute mentale a Bassano e a Santorso. Due direttori. Ma ricoveri solo a Santorso che si ritrova sulle spalle 26 posti che, fra l’altro, è difficile immaginare come riuscirà a reperire e gestire. Per il resto le schede regionali confermano nella sostanza l’attuale architettura del San Bassiano, che avrà 20 apicalità, ovvero 20 primari, come Santorso, e 368 posti-letto (sugli 882 complessivi della 7), 42 in meno dell’ospedale Alto Vicentino, oltre a 24 posti di ospedale di comunità, 9 in più questa volta rispetto a Thiene-Schio. Oltre alla direzione medica, questi i reparti diretti da primari: Medicina (60 posti-letto), Geriatria (52), Neurologia (26, con un’unità dipartimentale di primo livello per il trattamento anti-ictus), Cardiologia (26), Pneumologia (20), Gastroenterologia (10), Nefrologia (8), Chirurgia (30), Ortopedia (40), Chirurgia vascolare (8), Urologia (12), Otorino (6), Oculistica (2), Ostetricia-ginecologia (24), Pediatria (6 posti-letto, e altri 6 di patologia neonatale), Anestesia-rianimazione (10 posti di terapia intensiva e altri 10 di terapia intensiva cardiologica), Pronto soccorso, Radiologia, Farmacia. Nota di spicco (e di nobiltà): l’Ortopedia diventa centro regionale per la protesica, per cui l’attività di Bassano sarà orientata prevalentemente verso questo genere di chirurgia elettiva (a Santorso la traumatologia). Sul fronte dei pazienti, Ostetricia-ginecologia e Pediatria avranno pronto soccorso ad accesso diretto e non più attraverso il reparto d’urgenza generalista, mentre quest’ultimo potrà contare fino a 14 posti-letto di Obi, l’Osservazione breve. Sul futuro, comunque, l’ombra della progressiva grave carenza di medici. Nelle schede, che sono fatte di carta, si può scrivere ciò che si vuole, ma se non ci sono camici bianchi non si va da nessuna parte. I reparti si chiudono. Bortolo Simoni, il commissario-dg che ha rimesso in piedi un edificio che mostrava crepe sempre più pericolose (e che ieri ha incontrato i sindaci del distretto 1 proprio per un confronto “tranquillo” sulle schede), l’allarme lo lancia da un pezzo: «Mancano ginecologi, pediatri, anestesisti, ortopedici». •

Franco Pepe
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