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03.04.2019

«Gaudenzio non violava mai le

Una foto di Gaudenzio Cherubin in cabina di pilotaggio
Una foto di Gaudenzio Cherubin in cabina di pilotaggio

Proseguono le indagini della Procura di Vicenza sull’incidente aereo che domenica ha portato alla morte di Gaudenzio Cherubin, l’ex maresciallo dell’areonautica precipitato a bordo di un ultraleggero a Cassola. Il pubblico ministero Gianni Pipeschi sta attendendo il rapporto della polizia per decidere se iscrivere nomi nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Per ora non sono ipotizzate responsabilità di terzi, ma restano da chiarire alcune circostanze a proposito della proprietà dell’ultraleggero caduto. Valutazioni sono in corso anche da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza in volo, che per il momento però non ha ancora deciso se aprire una sua inchiesta. Il Tecnam Sierra P 2002 è ancora sotto sequestro, insieme ad alcuni filmati che riprendono gli ultimi istanti di volo. Nelle indagini, condotte dagli agenti del vicequestore Elena Peruffo e del sostituto commissario Massimo Benetello, sembra preponderante l’ipotesi del guasto tecnico. Certezze, però, non ce ne sono ancora. La famiglia i vertici dell’aviosuperficie “Ferraro-Pastega” escludono che Cherubin avesse condotto in volo il biposto senza l’autorizzazione del proprietario: «Gaudenzio era una persona estremamente scrupolosa - spiega il cognato Davide Canton -, non si sarebbe mai permesso di pilotare un aereo non suo, se non su richiesta del proprietario. L’ipotesi che questo sia avvenuto è infondata. Era preciso su tutto, imponeva a ogni persona che frequenta il club il totale rispetto delle regole, certificati e autorizzazioni di volo. Abbiamo parlato con personalità di rilievo del club, che ci hanno confermato quanto affermiamo. Anche se aveva le chiavi degli hangar, non si era mai permesso di aprirne nessuno, senza la richiesta dei titolari, figuriamoci se si sarebbe messo alla guida di un aereo non suo. Certamente l’ha fatto per accordi presi col proprietario, non esistono altre ipotesi. Siamo certi che le indagini ci daranno ragione». Quello che resta è la certezza che Cherubin abbia salvato delle vite, che abbia scelto quella virata stretta per allontanare l’aereo dalle case, sapendo che così facendo non avrebbe avuto scampo. •

Francesca Cavedagna
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