Gallio

Blitz all'alba: clienti in pista e discoteca chiusa

L'interno del "Macrillo" di Gallio in una foto di repertorio
L'interno del "Macrillo" di Gallio in una foto di repertorio
L'interno del "Macrillo" di Gallio in una foto di repertorio
L'interno del "Macrillo" di Gallio in una foto di repertorio

Ore 5 di domenica mattina. Militari dei Carabinieri, assieme ad agenti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza con funzionari dell'Ispettorato del Lavoro al seguito, irrompono al Macrillo, locale notturno di Gallio, trovando oltre un centinaio di persone ancora in pista a ballare. Contravvenendo quindi alle disposizioni anti-Covid che vietano i balli tanto che al locale era stato permesso aprire solo come locale di somministrazione di bevande. In pratica un bar. Così però non è stato perché le forze dell'ordine hanno trovato molte persone che ballavano sulla pista nonostante il gestore avesse occupato la pista di ballo con tavoli e divanetti per impedirne l'utilizzo. Al gestore, Maurizio Penello, è stata quindi contestata la mancata supervisione, oltre all'insufficienza dei controlli sul green pass all'entrata e al volume della musica superiore a quanto previsto per l'orario. Inosservanze che sono costate per ora la chiusura amministrativa del locale per cinque giorni come previsto dalla legge e la segnalazione all'autorità giudiziaria che determinerà le sanzioni e la durata della chiusura forzata. Nessuna contestazione da parte delle forze dell'ordine invece sulla regolarità del personale presente e sulla sua preparazione.

 

«La legge non specifica cosa sia ballo da discoteca; è chiaro che con musica una persona possa anche muoversi - si difende Penello -. In più mi viene contestato il mancato controllo dei green pass ma se persone entrano ed escano mica controlliamo ogni volta. I clienti li conosciamo, quindi mostrato una volta non lo chiediamo più». «Da mesi chiedo un incontro con l'Agenzia delle Entrate per capire che fine abbiano fatto i ristori promessi: dopo diciotto mesi di chiusura imposta noi gestori di discoteche non li abbiamo mai visti - prosegue Penello -. Un po' mi aspettavo il controllo, un po' lo auspicavo. Proprio per mettere in risalto la situazione delle discoteche. Ho sbagliato? Sono pronto ad affrontare le sanzioni, ma il mio è il gesto di una categoria esasperata, che rischia di non riaprire mai più».

 

Il vice sindaco di Gallio Denis Lunardi conferma le difficoltà che lo storico locale sta affrontando. «Più volte come amministratori comunali abbiamo affrontato le problematiche del Macrillo che è, e rimane, un locale importante per Gallio - commenta -. Questa volta c'è stata una vera e propria retata con una ventina di agenti delle forze dell'ordine e un paio di ispettori dello Spisal che hanno bloccato le uscite e proceduto poi ai controlli. Nessuno vuole scagionare chi è venuto meno alle regole imposte da questa epidemia ma credo che sia necessario anche ragionare sulle sorti dei locali notturni in grave difficoltà. Da quanto mi risulta Penello aveva preso tutti i provvedimenti possibili per evitare che la gente ballasse; poi se gli avventori non rispettano le disposizioni del gestore anche loro hanno delle responsabilità». 

Gerardo Rigoni