Bassano

Emporio solidale fermo al palo. Fondazione Otb: «Il Comune ci ostacola»

Arianna Alessi: «I costi sarebbero del tutto a nostro carico, ma niente. Altrove non abbiamo avuto tutti questi bastoni tra le ruote»

Il progetto dell’emporio solidale di Bassano pare svanito nel nulla. Nonostante i numerosi solleciti inoltrati da Fondazione Otb, presieduta da Renzo Rosso e Arianna Alessi, attraverso incontri di persona e confronti con amministrazione comunale e associazioni di volontariato, il centro che ha l’obiettivo di sostenere concretamente le famiglie in difficoltà resta un miraggio. Tutto questo accade anche se l’intero ammontare del progetto verrebbe finanziato proprio da Otb Foundation, che ha già avviato un identico progetto a Schio con un secondo pronto a partire a Thiene.

La vicepresidente non si arrende

La vicepresidente Arianna Alessi, non si arrende e spinge affinché anche Bassano abbia il suo emporio: «Durante la pandemia la nostra fondazione è stata molto attiva in tutta Italia, sin da marzo 2020, fornendo dispositivi di protezione e attrezzatura medica specializzata, ma soprattutto supportando le nostre realtà locali con fornitura di pacchi alimentari, realizzazione di un centro vaccinale e supporto a ospedali e rsa», premette.

«Si sono avvicinate le persone che durante la pandemia hanno perso il lavoro o chi un lavoro ce l’ha, ma con l’aumento di prezzi e bollette non riesce più a fare la spesa. Da lì abbiamo maturato l’idea di realizzare un emporio solidale a Bassano per rispondere in maniera celere ed efficace all’insorgenza di nuove povertà e all’aggravamento di quelle già presenti sul territorio, pensando anche alla riduzione dello spreco alimentare oltre ad un accompagnamento in percorsi personalizzati di empowerment e di riscatto sociale, offrendo servizi di formazione e tirocinio».

Il premier Draghi e il sindaco Pavan

La Fondazione ha contattato il sindaco Elena Pavan, l’assessore al sociale e le varie associazioni attive nel terzo settore, proponendo il progetto dell’emporio solidale: «La gestione di un emporio solidale è molto complessa e diversa dalla consegna di pacchi alimentari - precisa Alessi -, per cui ci siamo appoggiati a chi da anni gestisce empori in Veneto per avere un contributo esperto e professionale nella gestione iniziale e formazione dei volontari. Così come fatto con l’emporio inaugurato a Schio ad aprile, che inizialmente dava accesso a 50 nuclei familiari e oggi siamo già a 203, di cui l’80 per cento italiani. Dopo un incontro con il premier Draghi è venuta in visita la ministra Bonetti che ci ha definito un «aiuto concreto alla crisi. una riposta rapida a chi è in difficoltà, una collaborazione tra pubblico e privato da prendere ad esempio».

Thiene sì, Bassano no

«Nelle prossime settimane - riprende Alessi - apriremo un emporio molto più grande a Thiene, a disposizione di utenti provenienti da 6 comuni diversi. La richiesta di aiuto sta aumentando e quando si trovano amministrazioni lungimiranti che capiscono che il nostro vuole essere un supporto ai servizi sociali, non un’imposizione, le cose si muovono velocemente». Ma a Bassano tutto ancora tace: «Alla fine del 2020 abbiamo proposto a sindaco, assessore e associazioni locali un possibile stabile disponibile da subito per l’apertura di un emporio per la comunità bassanese. A gennaio 2021 abbiamo presentato il progetto ufficialmente in Comune. La risposta dell’amministrazione è stata che non c’erano poveri a Bassano e che le associazioni che operano da anni sul territorio sono più che sufficienti a soddisfare i bisogni. Rifiutando così il progetto che vedeva l’intero costo a carico di Otb Foundation».

Alessi: «Siamo stati accusati di prepotenza»

Alessi non si è arresa: «Abbiamo spiegato che le persone a cui loro portano i pacchi alimentari da 10-15 anni non sono il solo target di persone a cui ci rivolgiamo. Non vogliamo fare assistenzialismo, ma essere da stimolo a chi ha voglia di riscattare la propria dignità col lavoro. Siamo pure stati accusati di prepotenza come se stessimo minando il monopolio di qualcuno, quando invece l’unico obiettivo comune dovrebbe essere quello di mettere al centro le persone in difficoltà e farlo in fretta, visto che la crisi certamente aumenterà nei prossimi mesi».

Un verbale esclude Otb 

Non solo: «Dopo altri due mesi con un nulla di fatto abbiamo richiesto un nuovo incontro: ci è stato concesso solo per leggerci ufficialmente un verbale redatto dalla rete di associazioni locali, con l’avallo dal comune, che escludeva formalmente Fondazione Otb dal progetto di un emporio solidale a Bassano, affermando che avrebbero provveduto, se necessario, ad avviarlo loro in modo autonomo. Renzo Rosso, vedendo la chiusura mentale dei referenti delle istituzioni locali, si è alzato abbandonando l’incontro. L’ultimo aggiornamento ufficiale, sempre sotto nostra sollecitazione, è che la situazione è ancora in divenire. Cosa significa? Siamo ancora qui a fine 2022 a chiederci se è necessario?».

I costi

Il costo del progetto sarebbe completamente a carico di Otb, ma che impegno spetterebbe a Comune e associazioni di volontariato? «Ai Comuni con cui lavoriamo su questo progetto chiediamo l'impegno a mantenere le spese di gestione nel tempo, la collaborazione degli enti che lavorano sul territorio che conoscono bene i potenziali beneficiari che hanno al loro seguito un team di volontari su cui poter fare affidamento in un progetto come questo che, al di là dell’approvvigionamento alimentare, punta al reinserimento finale degli individui nella comunità, attraverso percorsi di sostegno dedicati». 

Fondi Pnrr e i progetti presentati dal Comune

«Di recente abbiamo letto che l’amministrazione bassanese ha presentato progetti per l’apertura di due empori da finanziare con i fondi del Pnrr. Hanno detto di avere individuato due edifici da restaurare a Bassano del Grappa e Romano d‘Ezzelino, dove si parla di “un centro per accogliere di persone senza fissa dimora, dove offrire servizi di posta ed educazione finanziaria”: cosa significa? - si chiede Arianna Alessi -. E quanto si dovrà aspettare ancora?».

«Non si parla di un supermercato gratuito per le persone in difficoltà economica. Parliamo di oltre tre milioni di euro che devono essere allocati in progetti sociali specifici ed entro una determinata tempistica - conclude - .Ci siamo presentati in più occasioni con proposte concrete, anche su potenziali location, ma tutto è bloccato. In altri Comuni del territorio abbiamo trovato amministrazioni e associazioni locali lungimiranti ed estremamente collaborative. Purtroppo, per l’arroganza ottusa di pochi, a rimetterci sono le persone bisognose». 

Francesca Cavedagna

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