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20.05.2019

Un dibattito senza esclusione di colpi

Alessandro Gatti con Roberto Rigoni Stern e la moderatrice Stefania LonghiniIl cinema Lux gremito di cittadini
Alessandro Gatti con Roberto Rigoni Stern e la moderatrice Stefania LonghiniIl cinema Lux gremito di cittadini

È finito parlando più del passato che del futuro il dibattito pubblico tra i candidati sindaco di Asiago, Alessandro Gatti e Roberto Rigoni Stern, svoltosi sabato sera al cinema Lux di Asiago. Nonostante le domande della moderatrice Stefania Longhini e quelle poste dal pubblico attraverso dei biglietti estratti a sorte, e nonostante i filmati per “alleggerire” la serata, come un’intervista doppia in stile “Le Iene” e interventi del Fauno, del personaggio Bepi Mordegan e sketch della compagnia teatrale amatoriale “I Rispaar”, i due contendenti si sono confrontati in maniera a dir poco accesa e con vari momenti di tensione. Per l’occasione il cinema parrocchiale era pieno di cittadini e molti anche coloro che hanno assistito al dibattito da casa, con lo streaming in diretta. Iniziato con le considerazioni sulla politica dell’ex sindaco scomparso di recente, Nereo Stella, che auspicava grandi sogni per raggiungere grandi traguardi, i due candidati, dopo aver illustrato le loro liste e cosa apprezzano di più di Asiago, si sono confrontati sul perché si sono ricandidati. Per Gatti il motivo è «cambiare l’Amministrazione, che negli anni ha dimostrato poco dialogo», mentre per Rigoni Stern si tratta di «completare il lavoro per il cambiamento della città». Sulle preoccupazioni per il futuro, il sindaco uscente ha indicato nello «spopolamento dai nostri paesi dei giovani» il suo timore più grande, mentre l’attuale capogruppo di opposizione ha parlato di «gestione di cittadini di serie A e di serie B». Le condizioni delle strade ha fatto animare il dibattito: aspre critiche di Gatti nei confronti dell’Amministrazione per «aver trascurato la viabilità per tanti anni e solo in prossimità delle elezioni aver avviato le asfaltature». Rimprovero a cui Rigoni Stern ha reagito: «Se avessimo asfaltato prima dei lavori per i sottoservizi, allora sì si sarebbe potuto condannare lo spreco di soldi pubblici». Anche l’annosa questione del marchio d’area ha acceso gli animi, con Rigoni Stern accusato di «Aver interrotto i rapporti con i comuni e con le istituzioni lasciando il paese solo perché comprensorialità significa area vasta e non comune», a cui il sindaco uscente ha ribattuto elencando i «tanti finanziamenti ottenuti grazie alla mediazione con Provincia, Regione e Stato», oltre ad affermare che «per 30 anni il territorio è stato promozionato con il marchio Asiago7Comuni senza capire perché a un tratto non è più andato bene». È con le domande dal pubblico che però la situazione è diventata incandescente. In particolare sul problema della causa tra Comune ed alcune società immobiliari, su cui Gatti ha affermato: «Tra i tanti miei clienti come commercialista, le aziende con interessi immobiliari rappresentano meno del 1 per cento del mio fatturato». Ma Rigoni Stern lo ha attaccato sull’«eventuale conflitto di interesse per questi clienti in sede di un eventuale dibattito giudiziario». La controversia ha spazientato entrambi e ha rischiato di degenerare, tanto che solo l’intervento del pubblico è riuscito a placare la discussione. Gatti ha rilanciato denunciando «i ritardi del cantiere del parcheggio interrato, che non può essere l’unica soluzione per i problemi della viabilità mai affrontati nei 15 anni di gestione della lista “Viva Asiago”», così come «la mancata assegnazione di una sede olimpica sull’Altopiano è testimone dell’assenza di diplomazia». Rigoni Stern ha chiuso ribadendo la bontà dell’operato della sua Amministrazione, «che ha dato vita a un sogno per Asiago e l’Altopiano nel dare una svolta decisiva per il futuro turistico, sociale ed economico, cambiando la concezione dell’amministrare e la mentalità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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